Lagotto romagnolo: caratteristiche, educazione, malattie e come adottarne uno

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Tutto ciò che c'è da sapere sul Lagotto romagnolo per conoscere più a fondo questa razza che, tra gli appassionati, è ben nota come il cane da tartufo italiano per eccellenza. Ma il Lagotto non è solamente un abilissimo cercatore di questi pregiati funghi, ma molto di più

Il Lagotto romagnolo, o semplicemente Lagotto, è un cane eccezionale e non solo per il suo olfatto sviluppatissimo che gli è valso la strameritata fama di primo cane da tartufo in Italia, scavalcando di gran lunga altre razze con una grande inclinazione alla ricerca di questi tuberi come il Pointer, il Setter o il Beagle. Sotto quel suo manto riccio si nasconde infatti un’indole sensibile ed un carattere molto dolce.

Scopriamo di più su questa razza delle pianure settentrionali che non è poi così tanto diffusa nel nostro Paese:

Origine

Il Lagotto romagnolo è un cane italiano al 100%, dalle origini molto antiche. Alcuni sostengono che questa razza esistesse già al tempo degli Etruschi, tuttavia le prime notizie certe si hanno intorno al 1400. In uno degli affreschi del Palazzo Ducale dei Gonzaga di Mantova, dipinto verso il 1450, è infatti rappresentato un cane, ai piedi del marchese Ludovico Gonzaga, che assomiglia in tutto e per tutto al Lagotto romagnolo.

La razza nasce comunque nell’Italia del Nord e più precisamente nella pianura di Comacchio, da qui l’aggettivo romagnolo, per poi diffondersi anche nell’attuale Friuli Venezia Giulia ed in altre regioni settentrionali.

Al tempo il Lagotto romagnolo era utilizzato per la caccia alla selvaggina nelle lagune, essendo anche un abile cane d’acqua, ma con l’avvento delle grandi bonifiche dell’Ottocento, l’animale abbandonò le zone umide e paludose per dedicarsi a quella che si rivelò essere la sua vera predisposizione: i tartufi.

Oggi il Lagotto romagnolo è l’unico razza canina al mondo specializzata nella ricerca del tartufo su qualunque tipo di terreno, anche il più impervio.

Aspetto

Il Lagotto romagnolo è un cane di taglia media, dalla corporatura muscolosa, ma molto ben proporzionata. La razza è infatti forte, ma molto agile ed atletica. Al garrese i maschi raggiungono mediamente i 45-50 cm, mentre le femmine i 45 cm ed il loro peso ideale è rispettivamente di 15 kg e 12 kg.

La testa del Lagotto romagnolo è quasi quadrata, con orecchie larghe e leggermente a triangolo, occhi grandi e rotondi ed un naso, o meglio tartufo, molto voluminoso che gli consente di eccellere in fatto di riconoscimento degli odori.

Il pelo del Lagotto romagnolo è riccio, folto e ricorda molto la lana anche perché pure il sottopelo presenta le stesse caratteristiche, essendo molto abbondante. Il manto ricopre completamente l’animale, nascondendo a tratti i suoi occhioni dolci e insidiandosi persino fino a dentro le orecchie.

I colori del mantello vanno dal bianco sporco al marrone. Molto frequenti sono le macchie di colore più scuro che compaiono qua e là sul pelo del cane.

Carattere

Il Lagotto romagnolo è un cane da lavoro quindi molto ubbidiente, intelligente, ma anche tanto affettuoso. Questo animale ha una natura molto sensibile e va d’accordo praticamente con tutti, rivelandosi un perfetto cane da compagnia.

La razza tende inoltre ad abbaiare poco ed è veramente di facile gestione, necessita comunque di molta attività all’aperto anche perché, essendo un cane da tartufo, ha bisogno di esplorare, odorare le tracce e scavare, scavare e ancora scavare.

Come educare un Lagotto romagnolo?

Il Lagotto romagnolo è un cane molto docile e facile da educare. Essendo sveglio e molto astuto, apprende in niente nuovi comandi o nuovi giochi. Come per ogni animale, ricordati di fargli assimilare un comando alla volta e di lavorare alla sua educazione con frequenza e coerenza.

Se desideri che il tuo Lagotto impari a scovare tartufi, allora devi iniziare a farlo familiarizzare con questi tuberi e con il loro odore sin da cucciolo e poi ottenere la licenza che ti autorizzi a raccogliere i tartufi nel tuo territorio.

Un esercizio molto utile è il “tira e molla” utilizzando un panno che avrai avvolto in un tartufo e conservato in frigo per almeno 3 giorni, questo gli permetterà di giocare sentendo l’odore del tubero. Ci sono poi altre tecniche come il lanciare una pallina avvolta nello stesso panno, chiedere al cane di riportarlo e, quando è il momento, sostituire la pallina con il tartufo oppure lavorare con gli “ovetti”, i contenitori in cui si inseriscono i tartufi e si seppelliscono per farli trovare dal cane.

Se preferisci comunque che il tuo Lagotto venga seguito da un esperto per essere addestrato a ricercare i tartufi, assicurati che questa persona segua un metodo non coercitivo che rispetti pienamente il tuo cane.

Che differenza c’è tra un Lagotto ed un Barboncino?

Non avendo mai visto prima un Lagotto romagnolo, molti pensano che questo cane sia un parente del Barboncino o, meglio ancora, della taglia più grande, il Barbone. Sebbene i due cani abbiano un manto piuttosto simile, il Lagotto è un cane di origini italiane ed appartiene al gruppo ENCI 8 dei cani cani da caccia, cani da riporto e cane da cerca, il Barbone invece fa parte del gruppo 9 cani da compagnia e discende da razze francesi.

Malattie più comuni

Il Lagotto romagnolo è un cane robusto, rustico e molto longevo con una aspettativa di vita che si aggira sui 15-17 anni. Questa razza può tuttavia soffrire di:

Queste ultime patologie sono molto gravi e colpiscono il cervello del cane provocando degli squilibri neurodegenerativi. Si tratta di malattie ereditarie, riconducibili ad una anomalia genetica. Per diagnosticarle è indispensabile eseguire dei test genetici che consentono di distinguere tre casi: cane sano, cane portatore o cane affetto.

Rapporto con i bambini

Il Lagotto romagnolo è per molti un “eterno Peter Pan”, essendo giocoso, vivace e complice di qualunque bambino. Questa razza adora i più piccoli e ama lasciarsi coinvolgere in ogni tipo di gioco, essendo sempre vigile e partecipe in famiglia, ma comunque paziente e pacato.

Curiosità sul lagotto romagnolo

Il Lagotto romagnolo è un cane che non perde pelo, la cui gestione è infatti molto semplice. Non facendo la muta, questa razza necessita di una toelettatura completa una volta l’anno per rimuovere i nodi che si creano nel sottopelo. Per questa sua caratteristica, il Lagotto è senza dubbio un cane ipoallergenico.

In dialetto romagnolo “Càn Lagòt” significa proprio cane d’acqua o cane dal pelo riccio e ispido specializzato nella caccia nelle paludi, da qui deriva il suo nome.

Come adottare un Lagotto romagnolo

Se dopo aver letto questo articolo sei ancora più convinto di volere un Lagotto, allora sappi che puoi adottarne uno piuttosto che comprarlo (cosa che non andrebbe mai fatta). Su Facebook vi è ad esempio il gruppo Lagotto Romagnolo Adozioni dove puoi trovare tantissimi annunci di Lagotti o simili in cerca di una famiglia.

Per saperne di più su altre razze canine leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook