La Cina promette Olimpiadi invernali sostenibili, ma con neve artificiale (e altre incoerenze)

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Le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 saranno verdi e pulite? Con neve artificiale, alberi trapiantati per dare spazio a piste da sci e la sua dipendenza dal carbone, si fa fatica a credere alla promessa del Paese asiatico.

Il 4 febbraio 2022 avverrà l’accensione del calderone Olimpico che darà il via alle Olimpiadi Invernali di Beijing 2022, rendendo Pechino la prima città al mondo ad ospitare sia l’edizione estiva che quella invernale dei Giochi. Per l’occasione, come parte del Piano di Sostenibilità del Comitato Organizzatore di Pechino per i Giochi della XXIX Olimpiade – BOCOG, diverse sedi del 2008 saranno riutilizzate.

Il Piano di Sostenibilità del BOCOG tuttavia non si limita solo a questo. Di fatto, la Cina ha promesso di offrire delle Olimpiadi Invernali “verdi, inclusive, aperte e pulite”, puntando a organizzare i primi Giochi Olimpici carbon neutral. Considerando però che si farà affidamento interamente sulla neve artificiale e che alcuni eventi si terranno nel mezzo di una riserva naturale, il rispetto per l’ambiente non sembra poi così prioritario.

Neve sì, ma artificiale

neve artificiale Beijing 2022

©TechnoAlpin/Facebook

Ghiaccio e neve, è quello che ci si aspetta dell’edizione invernale dei Giochi Olimpici, ma nella capitale cinese la neve è una rarità. Questo non è stato un ostacolo per la Cina che al suo posto userà esclusivamente quella artificiale per tutte le competizioni. Lo sforzo multimilionario di Pechino ha richiesto l’utilizzo di 185 milioni di litri d’acqua ed è costato circa 80 milioni di euro.

La cifra aumenta se includiamo le complesse opere di ingegneria necessarie per portare acqua in una regione dove la disponibilità di questo elemento è limitata. Infatti Pechino affronta una scarsità idrica, con soli 185 metri cubi di acqua pro capite all’anno per 21 milioni di abitanti, meno di un quinto di quanto necessario secondo i parametri dell’Onu.

L’uso pianificato di neve finta e la possibilità di esacerbare la carenza d’acqua in luoghi con forniture già limitate sono stati duramente criticati da esperti e ambientalisti i quali hanno dichiarato che a questo punto i Giochi Olimpici potrebbero svolgersi anche sulla “Luna o su Marte”, tanto il tempo e il clima naturale non sembrano più avere importanza. Vedendo le sconcertanti immagini aeree che arrivano dalla Cina con delle piste di sci tra montagne grigie e desolate, come dargli torto.

Queste montagne non hanno praticamente neve, quindi queste potrebbero essere le Olimpiadi invernali più insostenibili di sempre”, ha dichiarato Carmen de Jong, professoressa di idrologia dell’Università di Strasburgo

In risposta alle preoccupazioni, Pechino afferma che l’acqua utilizzata per le Olimpiadi rappresenta meno del 2% dell’approvvigionamento idrico locale. Inoltre, assicura che i cannoni da neve utilizzati – forniti dall’azienda italiana TechnoAlpin – sono alimentati da fonti rinnovabili e richiedono il 20% in meno di energia rispetto a quelli utilizzati nei giochi precedenti, nonché, non contengono additivi chimici, e pertanto quando la neve si scioglierà, l’acqua tornerà nel suo ciclo naturale.

Giochi in mezzo alla riserva naturale

Beijing 2022

©BOCOG/Facebook

Non tutte le strutture sono quelle usate nel 2008. La costruzione di alcune sedi ha significato distruzione ambientale, accendendo ancora di più il dibattito riguardo la sostenibilità di Beijing 2022. Le sedi delle competizioni di Yanqing e Zhangjiakou si trovano nella riserva naturale di Songshan. Qui, la costruzione delle piste da sci ha richiesto la rimozione di oltre 20.000 alberi.

Il Comitato Olimpico di Pechino – BOC, in collaborazione con l’Università forestale di Pechino, si è impegnato a trapiantare gli alberi insieme al terriccio in un’altra posizione nelle montagne a nord della città e afferma che oltre il 90% degli alberi è sopravvissuto al cambio di posizione. Assicura anche che durante i lavori di costruzione, animali e piante sono stati protetti al meglio e sono stati istituiti corridoi per la fauna selvatica.

La dottoressa De Jong però non è d’accordo e afferma che la rimozione del terriccio in questo processo potrebbe aumentare significativamente il rischio di erosione e frane, inquinamento delle acque e danni agli habitat animali.

La riserva naturale ha perso circa il 25% della sua superficie. L’area centrale è stata completamente distrutta con piste, strade di accesso, eliporti, parcheggi e strade”, afferma la dottoressa de Jong.

Olimpiadi invernali a emissioni zero

Le Olimpiadi invernali Pechino carbon neutral

©BOCOG

La Cina si è posta l’ambizioso obiettivo di organizzare i primi Giochi Olimpici carbon neutral. Per riuscirci, negli ultimi anni gli organizzatori hanno avviato importanti progetti eolici e solari, così da poter fornire abbastanza energia pulita, non solo per soddisfare le esigenze energetiche di tutte le sedi nelle tre zone dove avverranno le competizioni, ma per l’intera Pechino.

 Per la prima volta nella storia olimpica, il 100% della domanda di elettricità convenzionale di tutte le sedi sarà fornita da energia rinnovabile”, si legge sul sito della BOCOG.

Particolare attenzione anche al trasporto che si baserà principalmente su veicoli elettrici o alimentati a gas naturale o idrogeno. Inoltre, per compensare le emissioni rimanenti verranno piantati 80.000 ettari di alberi intorno a Pechino. Tuttavia, l’uso degli alberi per contrastare le emissioni, è per molti sempre un modo limitato di affrontare la crisi climatica.

Raggiungere il traguardo della neutralità carbonica sarà molto difficile.  Sebbene i giochi saranno alimentati con energie rinnovabili, ricordiamoci che il Paese asiatico dipende ancora fortemente dal carbone. Spazzare soltanto dove sai che il tuo ospite passerà, non significa che casa tua sia pulita, vero?

Nel frattempo il mondo avrà due settimane abbondanti di sport, neve e ghiaccio. Poi, quando l’ultimo fiocco di neve artificiale olimpico si scioglierà, vedremo cosa resterà di questo evento.

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Fonte: Beijing 2022 / TechnoAlpin / DW / BBC

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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