Alzheimer: il modo in cui tieni la penna in mano potrebbe essere un segnale determinante di declino cognitivo

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Secondo una recente ricerca le persone affette dal morbo di Alzheimer hanno un modo tutto particolare di scrivere. Una scoperta importante per riuscire a effettuare una diagnosi precoce della malattia

Secondo un nuovo studio, il modo in cui tieni una penna in mano potrebbe indicare il rischio di Alzheimer.

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza, che causa una perdita lenta della memoria e della capacità di svolgere le attività quotidiane.

Progredisce nel corso di molti anni e, quindi, può essere difficile da individuare.

Ci sono, però, alcuni segnali precoci nel comportamento che possono indicare una potenziale diagnosi; uno dei campanelli d’allarme potrebbe essere la calligrafia un po’ traballante.

I test con carta e penna sono spesso utilizzati per diagnosticare l’Alzheimer, e meno le persone sono in grado di scrivere o disegnare determinati soggetti più è probabile che abbiano la demenza.

I ricercatori dell’Università di Tsukuba, in Giappone, hanno scoperto altri segnali nei test con carta e penna.

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Lo studio

I ricercatori hanno reclutato 144 persone con diversi livelli di capacità cognitive, tra cui alcune con demenza e alcune completamente sane.

Ogni partecipante ha superato cinque diversi test di disegno; questi includevano la pressione della penna, la postura della penna, la velocità e la frequenza con cui la persona si fermava.

I ricercatori hanno quindi confrontato queste caratteristiche e utilizzato un programma basato su computer, per vedere in che modo i tratti del disegno potrebbero essere utilizzati per identificare le persone con probabile demenza.

Alcuni dei pazienti avevano un lieve deterioramento cognitivo, ossia una perdita di memoria non così grave come la demenza. Questi pazienti, infatti, erano ancora in grado di svolgere le attività quotidiane.

I pazienti con Alheimer, invece, avevano una maggiore variabilità sulla pressione della penna, il che significa che alcune linee erano lisce e forti, mentre altre erano deboli e traballanti. Si fermavano molto più a lungo e la loro velocità di scrittura era più lenta.

Il morbo di Alzheimer colpisce circa una persona su 14 di età superiore ai 65 anni e una persona su 6 di età superiore agli 80 anni.

Non è una parte normale dell’invecchiamento, e al momento è una malattia incurabile, anche se ci sono farmaci efficaci in grado di alleviarne i sintomi.

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Fonte: University of Tsukuba

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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