Demenza: il modo in cui dormi dopo i 50 anni può aumentare il rischio del 30%

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Secondo una nuova ricerca la demenza senile potrebbe dipendere da modo in cui dormiamo, che aumenterebbe il rischio del 30%.

I primi sintomi della demenza possono essere impercettibili e molto vaghi, ma quando diventano evidenti spesso è troppo tardi. 

La demenza si riferisce a un gruppo di sintomi associati al declino del cervello. La causa più comune è il morbo di Alzheimer, un disturbo cerebrale che distrugge lentamente la memoria e le capacità di pensiero. Più in generale gli altri sintomi possono essere:

  • problemi di memoria, in particolare ricordando eventi recenti
  • crescente confusione
  • concentrazione ridotta
  • cambiamenti di personalità o di comportamento
  • apatia e ritiro o depressione
  • perdita della capacità di svolgere le attività quotidiane

Uno studio ha approfondito alcune abitudini nella mezza età, e come queste potrebbero aumentare l’insorgenza precoce di tale condizione. Lo studio ha esaminato come i modelli di sonno all’inizio della vita possono influenzare l’insorgenza della demenza anche decenni dopo.

I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 8.000 persone nel Regno Unito a partire dall’età di 50 anni. I partecipanti sono stati valutati in base a un’ampia varietà di misure tra cui è stato chiesto in sei occasioni, tra il 1985 e il 2016, quante ore hanno dormito una notte. Per valutare l’accuratezza di questa auto-segnalazione, alcuni dei partecipanti hanno indossato accelerometri per misurare oggettivamente il tempo di sonno.

Nel corso dello studio, a 521 partecipanti è stata diagnosticata la demenza, a un’età media di 77 anni. I risultati hanno mostrato che le persone tra i 50 e i 60 anni, che dormivano per sei ore o meno erano maggiormente a rischio di sviluppare la demenza più avanti nella vita.

Infatti, rispetto a coloro che dormono normalmente circa sette ore, le persone che riposano meno ogni notte hanno il 30% in più di probabilità di sviluppare la demenza. Sia il sonno insufficiente sia il dormire più a lungo della media, sono stati collegati a una maggiore probabilità di sviluppare tale condizione.

Tuttavia, è stato difficile determinare se questi cambiamenti del sonno contribuiscono alla malattia, o semplicemente ne scatenano i primi sintomi. Regimi di sonno regolari, programmi alimentari e diete, esercizio fisico e l’esposizione alla luce intensa al mattino sono tutti modi per migliorare la qualità del riposo. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per indicare se queste attività hanno un effetto evidente o meno sul rischio di demenza o sulla progressione della malattia.

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Fonte: Nature

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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