Il Regno Unito è alle prese con un’epidemia di influenza aviaria senza precedenti (che sta minacciando anche le pulcinelle di mare e altre specie vulnerabili)

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Nel Regno Unito è in atto un'epidemia di aviaria di proporzioni allarmanti, che sta decimando animali come tacchini, oche e polli, ma non solo. Il virus sta minacciando anche la sopravvivenza di specie vulnerabili come l'iconica pulcinella di mare

In Gran Bretagna i casi di contagio di influenza aviaria fra polli, tacchini e altri animali aumentano di giorno in giorno. Quella che il Paese sta attualmente vivendo è una vera e propria emergenza, senza precedenti. Il ceppo H5N1 del virus sta seminando paura fra gli allevatori e sta sterminando centinaia di animali, compresi uccelli marini e specie minacciate d’estinzione come le pulcinelle di mare (Fratercula arctica), e le albanelle (Circus cyaneus). Sul territorio britannico la scia di sangue si fa sempre più lunga: sono decine di migliaia i polli e i tacchini abbattuti per contenere la diffusione del virus.

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Come si legge nel report governativo (in costante aggiornamento), soltanto nel corso degli ultimi due mesi, sono ben 137 i casi di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 confermati nel Regno Unito: 124 in Inghilterra, 9 casi in Scozia, 3 casi in Galles e un 1 caso in Irlanda del Nord.

I primi focolai sono stati confermati all’ottobre 2021 e nel giro di qualche mese è scoppiata un’epidemia di aviaria, la peggiore mai sperimentata nel Paese. Nel giro di un anno il numero dei focolai è salito a oltre 250. 

Quest’anno gli allevatori di uccelli hanno dovuto affrontare la più grande epidemia di influenza aviaria mai vista e con l’inverno aumenta ancora di più il rischio per gli stormi poiché gli uccelli migratori tornano nel Regno Unito. – si legge in una recente nota diffusa dalla British Small Animal Veterinary Association (BSAVA) – Le scrupolose misure di biosicurezza e igiene sono la migliore forma di difesa, motivo per cui abbiamo dichiarato una zona di prevenzione dell’influenza aviaria (AIPZ) in tutta la Gran Bretagna, il che significa che tutti gli allevatori di uccelli devono agire per aiutare a prevenire la diffusione della malattia fra il pollame e altri uccelli domestici.

A causa dell’aviaria (oltre che dei rincari), nei supermercati britannici da diverse settimane stanno scarseggiando prodotti richiestissimi come le uova.

Le misure adottate per ridurre il rischio contagio

Per far fronte alla grave situazione ed evitare che l’epidemia assuma una portata ancora maggiore le autorità britanniche hanno messo in atto un piano che prevede una serie di regole molto severe. Negli allevamenti gli operatori devono seguire un pacchetto di norme igieniche (fra cui l’uso di tute diverse nei vari capannoni e l’igienizzazione costante delle attrezzature utilizzate) e il contatto con gli animali deve essere liminato solo al personale davvero essenziale.

Inoltre, dallo scorso 7 novembre, tutti gli uccelli – che si tratti di polli, tacchini, quaglie fagiani e altri volatili – allevati in casa o nelle fattorie domestiche non possono più uscire fuori ma dovranno restare in “lockdown” al chiuso o nelle gabbie coperte all’aperto.

Una mossa per evitare di contagiare uccelli selvatici che potrebbero entrare in contatto con esemplari infetti. Mentre per l’uomo i rischi di contrarre il virus sono molto bassi, non è lo stesso per la fauna selvatica. E animali vulnerabili come le affascinanti pulcinelle di mare rischiano di andare incontro ad un’estizione di massa.

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Fonti: GOV.UK/BSAVA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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