Perché Lidl sta razionando le uova nei suoi supermercati in UK

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Nel Regno Unito inizia a farsi sentire la carenza di uova annunciata già da qualche settimana dai produttori. Lidl sta razionando le uova in alcuni punti vendita, stabilendo un numero massimo di confezioni che i clienti possono acquistare. Anche altre catene di supermercati, però, si trovano in difficoltà

Pochi giorni fa vi avevamo parlato della situazione del Regno Unito che, a breve, rischiava di trovarsi alle prese con una carenza di uova nei supermercati.

A lanciare l’allarme erano stati i produttori stessi che, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime (mangime per le galline compreso), energia e trasporti ma anche per l’influenza aviaria, si trovavano (e si trovano ancora) in serie difficoltà produttive.

E la carenza, effettivamente, inizia a farsi sentire. Il gruppo industriale British Retail Consortium (BRC) ha affermato che diversi rivenditori hanno introdotto “limiti temporanei” al numero di confezioni che i clienti possono acquistare “per garantire la disponibilità per tutti”.

Alcuni supermercati quindi, tra cui alcune filiali Lidl, hanno iniziato a razionare le uova, ovvero hanno stabilito che ogni cliente può acquistarne al massimo 2 o 3 confezioni.

Gli acquirenti, dal canto loro, hanno iniziato a condividere sui social foto scattate nei negozi, mostrando scaffali spogli, lì dove invece dovrebbero esserci le confezioni di uova.

Un cliente di Tesco ha postato un’immagine su Twitter che mostra un cartello dove c’è scritto:

A causa della calda estate, stiamo riscontrando una scarsa disponibilità in tutta la nostra gamma di uova. Ci scusiamo per l’inconveniente.

Un’altra foto pubblicata dall’interno di un Sainsbury’s mostrava un cartello con la scritta:

Attualmente stiamo riscontrando problemi di fornitura nella nostra gamma di uova fresche. Stiamo lavorando duramente per risolverli e ci scusiamo per gli eventuali disagi causati.

C’è poi chi si lamenta dell’arrivo nei supermercati di uova della Polonia.

Insomma, come preannunciato, il problema sembra abbastanza generalizzato nel Regno Unito.

Andrew Opie, direttore di Food and Sustainability presso il British Retail Consortium, che rappresenta i supermercati del Regno Unito, ha affermato che i negozi stanno “lavorando sodo” per “minimizzare l’impatto sui clienti”.

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Fonte: BBC /Twitter

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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