Abbattuti gli amati cigni della Regina Elisabetta per l’allarme aviaria

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L'influenza aviaria non risparmia neanche il Regno Unito. La Regina Elisabetta è stata costretta a far abbattere 26 cigni a Windsor

L’epidemia di influenza aviaria galoppa e non solo in Italia, dove sono già stati uccisi migliaia di polli e tacchini negli allevamenti. Il virus sta mettendo in allarme diversi Paesi europei, tra cui il Regno Unito. E non sono stati risparmiati neanche i cigni, tanto cari alla Regina Elisabetta, che vivono nei pressi del castello di Windsor. Gli esemplari che popolano le rive del Tamigi sono più di un centinaio, ma 26 volatili sono stati già abbattuti negli scorsi giorni per limitare la diffusione del virus.

L’allarme era stato lanciato dai funzionari del Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali, a seguito del ritrovamento di sei uccelli morti all’inizio di gennaio. Per scongiurare un boom di casi si è arrivati alla soluzione drastica: l’abbattimento è avvenuto presso il centro di soccorso per animali Swan Lifeline, non lontano dal castello dove la sovrana britannica ha vissuto durante questi mesi per isolarsi il più possibile ed evitare di contrarre il Covid.

I focolai di aviaria nel Regno Unito stanno angosciando la Regina Elisabetta, dato che – per via di uno statuto – condivide la proprietà dei cigni con Worshipful Company of Vintners e la Worshipful Company of Dyers. La sovrana vanta persino un titolo ufficiale legato a questi incantevoli animali: Seigneur of the Swans. Da sempre la Regina Elisabetta ha dimostrato il suo amore per i cigni e si impegna per la loro tutela. Ogni anno, nel periodo estivo, prende parte alla Swan Upping”, la cerimonia reale per il censimento dei cigni.

Dunque l’abbattimento dei cigni è indubbiamente un duro colpo per Sua Maestà. Anche Wendy Hermon, operatore del centro di soccorso Swan Support – che si prende cura che dei volatili feriti o malati che vivono nei pressi del Tamigi, ha definito tutta questa situazione “un incubo che potrebbe finire in un disastro.”

E in Italia la situazione non è affatto più rosea.

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Fonte: BBC/Swan support

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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