La crisi climatica chiama ogni giorno, non solo nella Giornata mondiale dell’Ambiente

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Oggi celebriamo il World Environment Day e fioccano le iniziative e gli articoli a sfondo ambientale. Ma non basta riflettere sulla crisi climatica un solo giorno l'anno. Se vogliamo combattere davvero la crisi climatica, dobbiamo impegnarci tutti attraverso le nostre azioni quotidiane.

Alluvioni, incendi devastanti, trombe d’aria, inondazioni: la crisi climatica è sotto i nostri occhi ogni giorno, ma preferiamo far finta di non sentire il grido disperato del nostro Pianeta, agonizzante da troppo tempo. Puntualmente, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente – che si celebra il 5 giugno – vengono organizzati numerosi eventi, conferenze e raccolte di rifiuti e la nostra casella di posta elettronica si riempie di comunicati inviati da associazioni e aziende.

Se questa celebrazione, istituita dalle Nazioni Unite nel 1974, serve ad accendere i riflettori sulla questione climatica, ben venga. Ma non basta ricordarsi di proteggere l’ambiente un solo giorno l’anno e soprattutto non sono sufficienti le parole. La Terra ha bisogno dell’impegno di tutti noi (nessuno escluso). E, di fronte agli eventi sempre più catastrofici ai quali stiamo assistendo negli ultimi anni, non possiamo più procrastinare. Dobbiamo agire ora.

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Le conseguenze della crisi climatica che non possiamo più ignorare

Lo scioglimento dei ghiacciai galoppa a ritmi velocissimi

A subire la drammatiche conseguenze del riscaldamento globale sono soprattutto i ghiacciai, che si stanno sciogliendo a ritmi sempre più veloci e questo fenomeno sta addirittura provocando una deformazione a livello della crosta terrestre, come ha rivelato un recente studio scientifico. Il ghiaccio dell’Antartide è ormai ai minimi storici: nel maggio dello scorso anno in questa regione si è staccato l’iceberg più grande del mondo, soprannominato A-76 (con un’estensione pari a 4320 chilometri quadrati). In Greonlandia, inoltre, si sta sciogliendo in maniera paurosa la seconda calotta glaciale più estesa del Pianeta, rilasciando nell’oceano enormi masse d’acqua. Non va meglio per l’Europa: nel giro di qualche decennio saremo costretti a dire addio al ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso – che in 25 anni ha perso il 65% della sua superficie e il Rodano, il più antico delle Alpi, che è agonizzante (e ricoperto da teli per ritardarne lo scioglimento).

Quando si parla di scomparsa del ghiaccio si pensa subito agli orsi polari, ormai sull’orlo dell’estinzione a causa della perdita del loro habitat. In realtà, però, il fenomeno riguarda da vicino tutti gli abitanti della Terra. Una delle conseguenze più gravi è l’aumento del livello di mari e oceani: ciò significa che molte aree, specialmente quelle costiere, rischiano di essere sommerse dalle acque e di sparire.

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Sempre più ricorrenti gli incendi devastanti

Il nostro Pianeta è sempre più rovente. A causa della deforestazione, delle ondate di caldo anomalo e della siccità, gli incendi sono in aumento.  Anche i luoghi del mondo più remoti e freddi della Terra, come la Siberia, non sono più esenti da questo problema. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad incendi terribili, che hanno devastato l’Australia, la California, la Turchia e anche il nostro Paese, in particolare Regioni come la Sardegna e la Sicilia nei periodi estivi. Quella degli incendi è una questione che ci tocca molto da vicino: l’Italia, infatti, si distingue per il triste record raggiunto lo scorso anno: il nostro è il Paese europeo con il più alto numero di incendi (oltre 1.400) e la più ampia superficie distrutta dalle fiamme (160.000 ettari).

E la situazione, purtroppo, è destinata a peggiorare, visto che non stiamo facendo abbastanza per combattere la crisi climatica. Secondo un report pubblicato recentemente dalle Nazioni Unite, assisteremo ad aumento degli incendi estremi del 14% entro la fine di questo decennio: è previsto un aumento 30% entro il 2050 e del 50% per la fine del secolo. Uno scenario allarmante, che dovrebbe spingere le nazioni di tutto il mondo ad investire nella prevenzione.

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La siccità avanza inesorabilmente

Un’altra delle conseguenze più lampanti della crisi climatica è la siccità, che avanza sempre di più. Lo abbiamo visto con il nostro Po, il fiume più importante d’Italia che quest’anno è in condizioni drammatiche, un po’ come il Danubio, per via dell’assenza (quasi totale) di piogge che ha interessato gran parte del Vecchio Continente. Dall’altra parte del mondo, in particolare in Paesi come il Madagascar e regioni come il Corno d’Africa, la siccità ha reso ancora più povere le popolazioni, esponendo al rischio malnutrizione milioni di persone, specialmente i bambini.

Secondo una ricerca condotta dagli esperti delle Nazioni Unite, il 40% delle terre emerse del mondo è ormai irrimediabilmente compromesso a causa di inquinamento, agricoltura intensiva, cementificazione e sfruttamento delle risorse naturali. In poche parole se non piove più è innanzitutto colpa delle emissioni inquinanti prodotto dall’uomo, come ha dimostrato uno studio portato avanti dai ricercatori del Met Office (il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito). E il futuro che ci aspetta è tutt’altro che roseo: in base a quanto riferito dal report ONU dal titolo Drought in Numbers 2022, entro il 2050, la siccità potrebbe colpire oltre il 75% della popolazione mondiale. Ciò significa che da 4,8 a 5,7 miliardi di persone potrebbero vivere in aree con carenza d’acqua per almeno un mese all’anno e ben 216 milioni di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le loro case.

Cosa può fare ognuno di noi per proteggere l’ambiente

La situazione climatica, purtroppo, è molto preoccupante. Ma non possiamo arrenderci: ognuno di noi può fare qualcosa per invertire la tendenza e prendersi cura dell’ambiente. Cosa? Vi suggeriamo una serie di azioni virtuose che dovremmo ricordarci di mettere in pratica quotidianamente (e non solo in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente):

  • Preferisci i mezzi pubblici o la bici per muoverti in città invece di utilizzare l’automobile
  • Passa a un’alimentazione vegana o vegetariana (se non te la senti, prova almeno a ridurre il consumo di carne)
  • Prenditi cura dell’ambiente che ti circonda: non lasciare rifiuti per le strade, nei parchi o in spiaggia
  • Pianta alberi e fiori nel tuo giardino o in balcone (prediligendo quelli che attirano gli insetti impollinatori)
  • Riduci il consumo di plastica: opta per borracce e posate riutilizzabili invece di quelle usa e getta
  • Acquista cibo locale, genuino e a km0: in questo modo aiuterai l’ambiente e anche i piccoli produttori
  • Utilizza saponi, shampoo e prodotti per la pulizie domestiche non inquinanti (realizzati con ingredienti naturali)
  • Non sprecare cibo e acqua: usa queste risorse preziose con saggezza
  • Ricicla correttamente i tuoi rifiuti
  • Riutilizza mobili, vestiti e altri oggetti, concedendogli una seconda vita, ispirandoti ad idee di riciclo creativo (in alternativa puoi regalare a qualcuno ciò che non usi più ed è ancora in buone condizioni

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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