Tre inquietanti sfide di TikTok che ogni genitore dovrebbe conoscere

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Le chiamano challenge e offrono l’illusione del divertimento o della prova di essere invincibili. La realtà è che queste “sfide” su TikTok hanno più il senso dell’orrendo. E chi è più debole rischia di finire veramente male

Una bimba si è stretta una cintura attorno al collo fino a soffocare, un ragazzo si è provocato delle ustioni, un altro ancora ha cotto una bistecca nel tostapane. Una serie di “leggerezze” (a volte veri suicidi) che possono costare anche la vita, ma a cui è facile, facilissimo, abboccare. Come? Basta essere giovanissimi e avere un account su TikTok.

È proprio lì, infatti, sul social cinese, che prendono piede in maniera incontrollabile e incontrollata le cosiddette challenge, le sfide che i ragazzini si fanno a colpi di clic. Il problema è che tantissime volte si tratta di “giochi” davvero pericolosi, di cui noi genitori siamo quasi sempre totalmente all’oscuro.

Leggi anche: Cuocere il pollo nello sciroppo, l’ultima scioccante sfida di TikTok (che ha costretto le autorità a lanciare un appello)

La colpa, quindi, è anche nostra? Certo che sì e il nostro compito sarebbe quello di far capire loro che il fatto di entrare in contatto virtuale con molte persone dà l’illusione di valere qualcosa. In realtà, e noi lo sappiamo, non è certamente così. Quello che non sappiamo è il variegato mondo che si nasconde dentro a questi smartphone è molto più profondo e oscuro e rischioso di quanto non riusciamo a immaginare. Tentiamo di capirli un po’ di più.

Che cosa sono le challenge e tre sfide di cui non avevamo la più pallida idea

Le TikTok challenges sono competizioni virali sull’app che possono essere create praticamente da chiunque riesca a evocare un hashtag accattivante e un’idea. È importante notare che le linee guida sulla sicurezza di TikTok affermano:

Non consentiamo agli utenti di condividere contenuti che descrivono, promuovono, normalizzano o glorificano atti pericolosi che possano causare lesioni gravi o morte. Inoltre, non sono consentiti contenuti che promuovono o sostengono la partecipazione collettiva ad attività pericolose o dannose che violano qualsiasi aspetto delle nostre Linee guida della community.

In sostanza, TikTok agirà solo una volta che verrà a conoscenza di un’infrazione, ma è stato dimostrato che anche loro non possono competere con l’algoritmo. Il bello è che le sfide riescono a raccogliere milioni di visualizzazioni ed essere condivise su più piattaforme multimediali in poche ore.

Ecco le 3 tra le più inquietanti:

  • la Blackout challenge, che incoraggia gli utenti a impegnarsi in un vero e proprio autostrangolamento fino allo svenimento. Chiamata anche “sfida di svenimento” o “gioco dello svenimento” e in pratica spinge all’autostrangolamento fino a svenire per raggiungere uno stato di coscienza alterato mediante la privazione dell’ossigeno. A livello globale, questa sfida ha causato la morte di almeno 15 bambini negli ultimi 18 mesi. La maggior parte delle vittime aveva meno di 12 anni.

Ne parlammo qui: Blackout challenge: in cosa consiste la pericolosa sfida in voga su TikTok e come tutelare i più piccoli

  • la Orbeez challenge, che incoraggia a mettere le note palline di gel (le Orbeez) in pistole softair e a sparare contro bersagli ignari. In sostanza, le perle di Orbeez, se mescolate con acqua, si espandono in palline gelatinose, originariamente destinate a essere utilizzate come giocattoli sensoriali. La sfida spinge i ragazzini a posizionare le Orbeez nelle pistole e mirare contro persone completamente all’oscuro. Capita, quindi, che le vittime abbiano incidenti mentre guidano.
  • la Invisible Challenge, attraverso cui un hacker può riuscire ad accedere a carte di credito, password, portafogli crittografici. I criminali informatici hanno qui trovato un’opportunità per diffondere malware attraverso una sfida. La “sfida invisibile” consente alle persone di utilizzare un filtro chiamato “corpo invisibile”, che lascia un contorno della silhouette di una persona. Gli hacker hanno falsamente promosso i propri video contenenti collegamenti su come “non filtrare” il filtro invisibile. Dopo aver fatto clic sul collegamento, gli hacker possono accedere a carte di credito, password, portafogli crittografici e altro.

La realtà, ahinoi, che in giro per i social le “sfide” sono molte di più. L’unica arma che noi genitori avremmo è quella di applicare il controllo parentale di simili applicazioni e non solo: non dimentichiamoci mai l’importanza di ascoltarli e di imparare i segni premonitori di atti estremi.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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