Carenza di vitamina D: scoperto nuovo effetto collaterale legato alla tiroide

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Un recente studio ha analizzato la possibile correlazione tra carenza di vitamina D e ipotiroidismo autoimmune

Un recente studio ha analizzato la possibile correlazione tra carenza di vitamina D e ipotiroidismo autoimmune

Una nuova ricerca ha dimostrato come la carenza di vitamina D può aumentare il rischio di sviluppare ipotiroidismo autoimmune.

Adeguati livelli di vitamina D attraverso l’esposizione al sole o assumendo integratori alimentari potrebbero prevenire l’ipotiroidismo autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca le proprie cellule tiroidee. Inoltre, sottoporsi a uno screening per valutare la carenza soprattutto tra le persone più a rischio, come gli anziani, gli obesi, i sedentari etc… ed effettuare un trattamento tempestivo con integratori alimentari potrebbero ridurre significativamente il rischio di ipotiroidismo a lungo termine. (Leggi anche: Ipotiroidismo: gli effetti benefici del cumino nero sulla tiroide di Hashimoto)

Lo studio

Gli studiosi hanno analizzato i dati di 7.943 adulti di età pari o superiore a 20 anni, che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey dal 2007 al 2012. I partecipanti sono stati classificati in base ai livelli sierici di 25-idrossivitamina D. 

La carenza di vitamina D è stata definita da un livello inferiore a 20 ng/mL, i livelli intermedi sono stati definiti da 20 ng/mL a 30 ng/mL e la vitamina D ottimale è stata definita come 30 ng/mL o più. I partecipanti sono stati considerati affetti da ipotiroidismo se avevano un livello di ormone stimolante la tiroide superiore a 5,6 mIU/L o se erano in terapia con levotiroxina.  Quelli con un TSH compreso tra 0,34 mIU/L e 5,6 mIU/L e che non assumevano alcun farmaco per la tiroide sono stati classificati come normali; dai risultati si è notato che il 7,7% aveva ipotiroidismo. 

Vitamina D e tiroide

@BMC

La scoperta sorprendente è stata che la maggior parte dei partecipanti praticava pochissima attività fisica e consumava alcol; questo è stato associato a uno stato di vitamina D compromesso e, quindi, potrebbe aver portato all’ipotiroidismo. Infatti, si pensa ci sia un’associazione significativa tra il livello di vitamina D e l’ipotiroidismo, con il 25,6% dei pazienti ipotiroidei con carenza di vitamina D rispetto al 20,6% dei controlli normali.

Quelli con ipotiroidismo avevano una maggiore prevalenza di obesità (40,5% contro 33,4%), ipertensione (47,1% contro 29,5%), diabete (19,7% contro 10,7%) e dislipidemia (54,9% contro 44,7%; P < .001 per tutti), rispetto a chi non aveva ipotiroidismo. Questo studio servirà per la ricerca futura, che dovrebbe concentrarsi sullo screening precoce per trattare tempestivamente i casi di carenza di vitamina D, soprattutto tra anziani, obesi, e sedentari.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: BMC

Sulla vitamina D ti potrebbe interessare:

Sulla tiroide ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook