La nuova rubrica di Matteo Viviani su GreenMe

Carenza di ferro: il segnale che ti inviano le gambe quando ne sei pericolosamente a corto

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Questa sindrome, che causa disturbi del sonno e collateralmente problemi cardiovascolari, è una spia della carenza di ferro nel nostro organismo

Come capire se i livelli di ferro nel nostro sangue sono troppo bassi? Spesso i sintomi di una carenza di questo elemento – come tachicardia, senso di affaticamento e stanchezza, pallore, fragilità di unghie e capelli, crampi muscolari – sono subdoli e possono essere facilmente confusi con quelli di altre patologie. Una manifestazione particolare della carenza di ferro, tuttavia, è rappresentata da uno spiacevole senso di irrequietezza alle gambe quando si è seduti o stesi a letto. È la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome, o RLS).

Questo disturbo si scatena, appunto, durante i momenti di riposo – rendendo difficile l’addormentamento e causando anche insonnia. Proprio perché connessa alla carenza di ferro, le donne risultano essere maggiormente colpite dalla sindrome, che spesso si presenta in concomitanza con l’abbassamento dei livelli di ferritina dovuti alle mestruazioni. Ma le conseguenze possono essere molto più gravi: secondo uno studio condotto dalla Pennsylvania State University, infatti, questa sindrome è corresponsabile di molti decessi per patologie cardiovascolari. Lo studio ha seguito oltre 57.000 donne per un periodo di 10 anni, registrando un aumento della mortalità a causa di patologie cardiache del 43% nelle donne affette da RLS rispetto a quelle non affette dalla sindrome.

Ma qual è la relazione fra le gambe irrequiete e i problemi cardiovascolari? Come abbiamo detto, la RLS danneggia la qualità del sonno e questo non fa abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress: quindi, i pazienti affetti dalla sindrome dormono male, accumulando più stress che influisce negativamente sulla salute del cuore. Inoltre, gli spasmi degli arti inferiori che caratterizzano la sindrome (e che si verificano a intervalli ravvicinati, ogni 20-30 secondi) fanno aumentare pressione arteriosa e frequenza cardiaca di continuo, ‘stressando’ il muscolo cardiaco e danneggiandolo.

(Leggi anche: Se hai questi sintomi potresti avere una forte carenza di ferro)

Le fonti (vegetali) di ferro

Per fare incetta di ferro, non c’è bisogno di mangiare carne di cavallo – come suggerivano le nostre nonne, né di consumare ossessivamente prodotti di origine animale. Esistono molti alimenti di origine vegetale che possono aiutarci ad assumere il ferro di cui il nostro organismo ha bisogno, senza fare del male agli animali. Una tazza di spinaci, per esempio, contiene circa 7 mg di ferro, mentre una tazza di fagioli bianchi ne contiene addirittura 8 mg; anche la frutta secca (come prugne e pesche) o i semi oleosi (come quelli di zucca) sono alimenti ricchissimi di questo elemento. Largo infine al buon cioccolato fondente: una tavoletta da 100 grammi contiene infatti 17 mg di ferro.

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Fonte: Fondazione Veronesi / GreenMe

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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