Women in Digital: quanto sono digitali le donne europee? Italia fanalino di coda nella classifica 2021

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In Europa permane ancora un ampio divario di genere, specialmente nelle competenze digitali specialistiche. Le italiane tra le meno digitali.

Sebbene ci siano dei miglioramenti, in Europa permane ancora un ampio divario di genere, specialmente nelle competenze digitali specialistiche. Le italiane tra le meno digitali.

Viviamo in una società sempre più interconnessa, dove i progressi tecnologici stanno avendo un grande impatto sul modo in cui lavoriamo, impariamo e interagiamo. Sebbene siamo consapevoli che l’accesso e l’uso delle tecnologie digitali siano fondamentali per ampliare le opportunità, esiste ancora un evidente divario digitale di genere, per cui le donne non raggiungono le cosiddette “competenze digitali”.

A confermarlo, il quadro di valutazione 2021 Women in Digital della Commissione Europea in cui si evidenziano le diseguaglianze tra uomini e donne nell’economia digitale, soprattutto alla luce dei nuovi obiettivi per la trasformazione digitale dell’Europa per il 2030, come indicato nel Percorso per il decennio digitale.

Secondo la classifica, solo il 19% degli specialisti in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione – TIC e circa un terzo dei laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica sono donne. Negli ultimi anni queste cifre sono rimaste stabili e quindi non ci sono stati progressi, tuttavia questo dovrebbe cambierebbe nei prossimi anni, grazie all’obiettivo fissato dall’UE per cui entro il 2030 dovrebbero esserci 20 milioni di specialisti TIC impiegati, con una maggiore convergenza tra donne e uomini.

Il divario è significativamente più piccolo per quanto riguarda l’uso di Internet e le competenze degli utenti di Internet. L’85% delle donne ha utilizzato Internet regolarmente nel 2020 rispetto all’87% dei maschi. Una differenza di 4 punti percentuali può essere osservata negli indicatori delle competenze digitali: a partire dal 2019, il 54% delle donne ha almeno competenze digitali basiche (58% dei maschi), il 29% è al di sopra delle competenze digitali di base (33% dei maschi) e il 56% ha almeno competenze software di base (60% dei maschi).

E le italiane?

Lo squilibrio di genere non è uguale in tutti i Paesi europei. Finlandia, Svezia, Danimarca, Estonia e Paesi Bassi hanno risultati migliori rispetto alla media e si comportano molto bene anche nell’indice dell’economia e della società digitale – DESI, mentre altri Stati membri vedono aumentare il divario di genere nel settore digitale.

È questo il caso dell’Italia che insieme a Polonia, Ungheria, Bulgaria e Romania ottengono il punteggio più basso nella partecipazione femminile all’economia e alla società digitale. Dei 27 Stati membri dell’UE, le italiane sono al 23° posto del quadro di valutazione delle donne nel digitale che considera i risultati nei settori dell’uso di Internet, delle competenze degli utenti di Internet, delle competenze specialistiche e dell’occupazione sulla base di 12 indicatori.

quadro di valutazione 2021 Women in Digital della Commissione Europea

©2021 Women in Digital

Quante altre generazioni sono necessarie per eliminare questo divario? Le donne continuano ad avere un accesso limitato al settore digitale in termini di educazione, carriera e opportunità, con conseguenze non solo in termini di parità di genere ma anche di produttività e perdita finanziaria.

Identificare i fattori chiave che stanno attualmente rafforzando il divario di genere è fondamentale per permettere di identificare le politiche pubbliche, con una prospettiva di genere, da attuare per garantire la partecipazione attiva di tutta la cittadinanza, cosa che a sua volta è fondamentale per costruire un futuro migliore e plasmare un’economia e una società digitale più sostenibile, giusta ed equa.

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Fonte: Digital EU

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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