Siamo finiti a passare un terzo delle nostre giornate usando app dello smartphone

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Un nuovo report inglese rivela quanto tempo trascorriamo con il nostro smartphone e quali sono le app maggiormente utilizzate

Un nuovo report inglese rivela quanto tempo trascorriamo con il nostro smartphone e quali sono le app maggiormente utilizzate

Trascorriamo, in media, un terzo delle nostre giornate al cellulare: ben 4 ore e 48 minuti al giorno, secondo una stima fatta dalla società di monitoraggio delle app App Annie – un aumento del 30% rispetto ai dati raccolti nel 2019. Certamente la pandemia e la necessità di trascorrere molto tempo isolati, lontano dalle persone a cui vogliamo bene, ha fatto aumentare il tempo che trascorriamo davanti allo schermo dello smartphone – la cui funzione principale, in mezzo a mille altre, resta ancora quella di metterci in comunicazione con il mondo attraverso telefonate, videochiamate e messaggistica.

I dati del 2021

Tuttavia, ciò che cresce (e preoccupa) è il tempo dissipato sui social network o con i giochi. Infatti, il 70% del tempo trascorso con lo smartphone viene speso su app social e video. TikTok vince come app più scaricata al mondo, con 1,5 miliardi di utenti attivi ogni mese. Fra le app streaming più popolari al mondo medaglia d’oro a YouTube, che registra oltre 1 milione di download in 60 paesi diversi, seguita dalla piattaforma di streaming Netflix. Anche i giochi passatempo hanno visto crescere enormemente il loro fatturato nell’ultimo anno: le app di gioco più scaricate sono Hair Challenge (un gioco in cui si deve evitare di farsi tagliare i capelli) e Bridge Race (nel quale bisogna raccogliere mattoncini per costruire scale).

Le app di giochi più scaricate dello scorso anno (@ GreenMe)

Per fortuna, non solo app “rubatempo” affollano i nostri smartphone: sempre secondo il report, molte persone hanno scaricato applicazioni di autoaiuto (come quelle dedicate alla meditazione, alla consapevolezza, al rilassamento) – probabilmente in risposta al forte stress emotivo causato dalla pandemia e dai mesi di isolamento, che hanno avuto influenza molto negativa sulla psiche delle persone. Le app di meditazione come Headspace e Calm sono risultate quelle più scaricate in assoluto nella loro categoria, facendo registrare una crescita del 27% nel 2021. Con la chiusura di palestre e centri sportivi, anche le app per salute e fitness hanno visto un aumento nei download – così come le applicazioni dedicate al mondo del cibo da asporto e del delivery: UberEats e Grubhub sono le applicazioni maggiormente scaricate. Infine, in un anno in cui il mondo è stato confinato nelle anguste pareti di casa nostra, anche lo shopping si è fatto virtuale: boom di acquisti online in tutto il mondo e di download di applicazioni dedicate all’e-commerce – prima fra tutte, Amazon.

@ AppAnnie.com

Siamo dipendenti dal nostro smartphone?

Il fatto che abbiamo dovuto trascorrere molto tempo chiusi in casa, lontano dalle attività a cui eravamo abituati e privi delle persone care non giustifica l’uso smodato che abbiamo fatto e che facciamo del nostro smartphone, che assorbe sempre più il nostro tempo e le nostre energie e che ci sottrae tempo che potremmo dedicare ad attività più proficue. Se non riusciamo a staccarci mai dal nostro amato cellulare, se ce lo portiamo pure a letto o a tavola durante i pasti in famiglia, se quando siamo fuori ci portiamo sempre appresso un caricatore portatile o il caricabatterie nel caso in cui fosse necessaria una carica d’emergenza, allora forse c’è un problema.

Nomofobia, questo è il nome con cui si indica scientificamente la dipendenza dallo smartphone – una dipendenza non diversa dall’alcol o dal fumo di sigaretta, che modifica il nostro cervello e i nostri comportamenti. Proprio come nel caso di una dipendenza se ci viene sottratto lo smartphone, se si spegne perché scarico, se non abbiamo campo o la possibilità di accedere alla rete Internet, ci sentiamo smarriti, persi: ecco allora che compaiono veri e propri sintomi fisici quali ansia, sudorazione, nervosismo, tachicardia, panico.

Qualche consiglio per un uso più consapevole del cellulare

Se ci riconosciamo nel profilo di un nomofobico e ci rendiamo conto che il nostro uso dello smartphone sta diventando patologico, possiamo correre ai ripari mettendo in atto qualche strategia per ripristinare una corretta e sana relazione con l’aggeggio tecnologico che abbiamo sempre in tasca.

  • Blocchi all’utilizzo. Tutti gli smartphone permettono la possibilità di impostare dei “blocchi” temporali all’utilizzo delle app: possiamo scegliere di trascorrere solo 30 minuti al giorno su Facebook o TikTok e il nostro dispositivo ci impedirà l’accesso all’app una volta scaduto il tempo. Anche se 30 minuti possono sembrarci tantissimi, quando siamo annoiati o nervosi trascorrono in un lampo!
  • Avere un’alternativa (sana). Siamo in fila alla posta o alla farmacia ed è naturale tirar fuori dalla tasca lo smartphone e ingannare l’attesa sui social o con un giochino divertente – ecco perché avere un’alternativa con cui occupare questi momenti di noia è fondamentale per non cadere in tentazione. La cosa più semplice da fare è portarsi un libro e leggere qualche pagina mentre attendiamo il nostro turno: alla fine avremo anche imparato qualcosa di nuovo e il tempo non sarà stato sprecato!
  • Zone off-limits. Stabiliamo dei momenti della giornata in cui evitare di guardare il cellulare, e disattiviamo anche la ricezione delle notifiche in modo da non cadere nella tentazione di prenderlo in mano per rispondere a quel like o a quella mail: potrebbe essere il momento in cui pranziamo con la famiglia, o ogni mattina prima delle 9.00 (in modo da godere di una buona colazione senza lo stress di essere inondati subito da notifiche e messaggi), o ancora quando siamo in palestra ad allenarci. In questo modo saremo certamente concentrati su ciò che stiamo facendo e vivremo quel momento con maggiore intenzionalità.
  • A letto senza. Ricordiamoci di spegnere il cellulare almeno una mezz’oretta prima di andare a letto e di lasciarlo in una stanza diversa da quella in cui dormiamo: questo piccolo stratagemma, oltre a garantirci un riposo migliore (le luci blu emesse dagli schermi, infatti, inibiscono il rilascio della melatonina, l’ormone del sonno), ci impedirà di controllare le notifiche e i social fino all’ultimo minuto prima di addormentarci e come prima attività appena svegli.
  • Ogni tanto un break. Perché non lasciare il cellulare spento e chiuso in un cassetto ogni tanto? L’ideale sarebbe provare a staccarsene almeno per un giorno intero – magari di domenica, quando non si lavora e non c’è bisogno di essere reperibili: per essere certi che nessuno denunci la nostra scomparsa alle autorità, avvertiamo chi ci conosce che per quel giorno non saremo reperibili per nessuno e godiamoci una giornata di silenzio e pace.

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Fonti: BBC / App Annie

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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