Addio Pelé: il lato nascosto che in pochi conoscono. El Rey era anche un campione di solidarietà

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Non solo campione sul campo e non solo Pelegacy: per i decenni passati e per i decenni che verranno, Pelé è stato e sarà un uomo eccezionale, un uomo che dal nulla ha raggiunto il cuore dei tifosi dell’universo mondo

O Rei”, la “Perla Nera”, il “Calciatore del Secolo” per la FIFA, per il Comitato Olimpico Internazionale e per l’International Federation of Football History & Statistics (IFFHS), nonché Pallone d’oro FIFA del secolo. Per tutti Pelé, la storica stella del calcio brasiliano.

Un tumore all’intestino non gli ha dato più scampo e ci lascia all’età di 82 anni. Con Pelé se ne va il calcio che fu, dopo di lui probabilmente solo Diego Armando Maradona.

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I medici avevano già detto questa settimana che il cancro di Pelé era avanzato e aveva bisogno di cure relative alla disfunzione renale e cardiaca. La sua famiglia si è così stretta attorno a lui, nell’ospedale di San Paolo per il Natale. E con loro il mondo intero.

Pelé al di fuori del campo

Divenuto leggenda del calcio mondiale, quella che è stata la carriera di Edson Arentes do Nascimento, noto al mondo con il nome di Pelé, è noto a ai più. Ma quello che in molti non sanno è che il leggendario ex giocatore del Santos, dopo il suo ritiro alla fine degli anni ’70, decise di non fare l’allenatore di calcio ma di dedicarsi alla scrittura di alcune autobiografie, alla partecipazione di vari documentari e alla composizione di alcuni brani musicali, tra cui tutta la colonna sonora del film Pelé del 1977.

A lui è stato poi dedicato un videogioco e nel 1992 è stato nominato ambasciatore delle Nazioni Unite per l’ecologia e l’ambiente e nel giugno 1994 Goodwill Ambassador dall’UNESCO.

Nel 1995 il presidente brasiliano Cardoso lo nominò Ministro straordinario per lo sport e in questo periodo lo stesso Pelé propose una legge per ridurre la corruzione nel calcio brasiliano, che passò alla storia con il nome di “Legge Pelé”.

Pelé è considerato una delle personalità più note nelle cause umanitarie. Fondamentalmente è stato presente con la sua fondazione – la Pelegacy – in quasi tutti i Paesi del mondo, promuovendo cause di beneficenza che si occupano dei bisogni sanitari, educativi ed economici di alcune delle comunità più povere del mondo.

Ha lavorato con molte organizzazioni internazionali che forniscono aiuti vitali alle persone di tutto il mondo, in particolare quelle dell’Africa subsahariana e dell’America Latina.  Come calciatore professionista, Pelé è stato a un certo punto l’atleta più pagato al mondo.

Nel 1997, Pelé è stato insignito del titolo onorifico di Cavaliere Comandante dell’Impero Britannico (KBE) dalla Regina Elisabetta II per il suo impegno per l’umanitarismo e l’attivismo sociale in tutto il mondo.

A partire dal 2021, Pelé è stato designato come il capocannoniere di tutti i tempi del Brasile. L’attaccante ha segnato ben 77 gol in 92 presenze con la Seleção Brasileira de Futebol (la nazionale di calcio brasiliana).

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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