Demenza: questa dieta può ridurre il rischio di Alzheimer di oltre il 50% secondo uno studio

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Una ricerca ha individuato come l'alimentazione sia connessa alla demenza, in particolare, la dieta MIND ne riduce l'incidenza più del 50%

Una ricerca ha individuato come l’alimentazione sia connessa alla demenza, in particolare, la dieta MIND ne riduce l’incidenza più del 50%

La demenza è una condizione che colpisce il cervello, e un nuovo studio ha esaminato il legame tra i modelli alimentari e il rischio di Alzheimer e ha scoperto che la dieta MIND ha diversi benefici. (Leggi anche: Best Diet 2022: la classifica delle diete migliori per perdere peso e proteggere il cuore)

La demenza comprende un insieme di sintomi associati al progressivo declino del cervello; il tipo più comune di demenza è il morbo di Alzheimer, che colpisce principalmente la memoria, il pensiero e il comportamento. L’età è un fattore di rischio predominante, ma non è l’unico, ed è stato dimostrato che modelli dietetici specifici riducono il rischio di insorgenza della malattia.

Lo studio ha scoperto che la dieta in stile mediterraneo può abbassare il rischio di ammalarsi, ma la dieta MIND è stata legata a una minore incidenza del morbo pari al 54%.

La dieta MIND è la progenie di due stili alimentari esistenti: la dieta DASH e la dieta mediterranea. Gli alimenti principali nella dieta MIND sono:

  • cereali integrali
  • semi oleosi
  • verdure a foglia verde
  • olio d’oliva.

Diversi studi indicano i benefici di potenziamento del cervello associati alla dieta MIND. Uno dei più notevoli è stato uno studio condotto presso la Rush University di Chicago; i ricercatori hanno valutato l’incidenza del morbo di Alzheimer tra 923 partecipanti che stavano già seguendo la MIND, DASH e la dieta mediterranea per un periodo di cinque anni.

La ricerca ha scoperto che la dieta MIND ha ridotto il rischio di ammalarsi del 53%. Inoltre, ciò che è stato riscontrato è che, anche coloro che hanno seguito moderatamente la dieta avevano un rischio ridotto del 35%. Una meta-analisi di 34.168 partecipanti ha mostrato, invece, che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea era associata a un rischio ridotto del 21% di sviluppare disturbi cognitivi, e del 40% di rischio di Alzheimer.

A cosa si deve questo effetto? La dieta mediterranea riduce i segni dell’infiammazione, che nel cervello è associata al morbo di Alzheimer. In più, questo piano alimentare è anche collegato a livelli più bassi di colesterolo, che secondo la ricerca potrebbero essere associati a problemi di memoria e di pensiero.

I sintomi della malattia di Alzheimer progrediscono lentamente nel corso di diversi anni e, a volte, possono essere confusi con altre condizioni, ed essere ricondotti alla vecchiaia. Nelle prime fasi, il sintomo principale sono i vuoti di memoria; ad esempio, una persona con malattia di Alzheimer in fase iniziale può:

  • dimenticare le conversazioni o gli eventi recenti
  • dimenticare i nomi di luoghi e oggetti
  • fare fatica a pensare alla parola giusta
  • fare domande ripetutamente
  • mostrare scarso giudizio o trovare più difficile prendere decisioni
  • diventare meno flessibile e più riluttante a provare cose nuove.

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Fonte: BMJ

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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