Caro carburante, aumentano i prezzi della benzina (e le nostre abitudini cambiano sempre di più)

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Prezzi alle stelle in qualsiasi settore, così come continuano i rincari su diesel e benzina. La soluzione? Cambiare drasticamente le nostre abitudini e lasciare un po' di più l'auto a casa

Bollette, prodotti alimentari e carburante: se pensavamo che l’inflazione dei prezzi dovuta al Covid avrebbe rappresentato un fenomeno passeggero, la guerra in Ucraina l’ha piuttosto trasformato in una situazione strutturale nella quale sarà sempre più complicato districarsi.

Tra tutti, nelle ultime settimane fare rifornimento è diventato un vero salasso. Se i prezzi della benzina erano già aumentati qualche mese fa, adesso sono alle stelle anche in Italia, spinti proprio dallo scoppio del conflitto russo-ucraino. E se molte delle abitudini degli italiani sono notevolmente cambiate in parecchi contesti, dai consumi domestici all’alimentazione, dallo shopping al tempo libero all’assistenza sanitaria, in quello della mobilità c’è ancora del lavoro da fare.

Qui vi avevamo spiegato come è possibile fare rifornimento alle pompe bianche, cosa sono e come trovarle, ma – in soldoni – di quali aumenti stiamo parlando?

Il caro benzina

Secondo i dati raccolti dall’osservatorio sui prezzi del Ministero dello sviluppo economico elaborati da Staffetta quotidiana e aggiornati al 30 maggio 2022 , la media nazionale per la verde in self service ha toccato gli 1,9 euro/litro, mentre sul servito è ben oltre i 2 euro (al netto dello sconto sulle accise di 30,5 centesimi, che scadrà l’8 luglio).

Le medie dei prezzi comunicati ieri dai gestori di circa 15 mila impianti all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico mostrano, per la modalità self-service, la benzina a 1,900 euro/litro (+9 millesimi) e il diesel a 1,821 euro/litro (+1). Al servito, benzina a 2,028 euro/litro (+6), diesel a 1,955 euro/litro (-2), gpl a 0,832 euro/litro (-1), metano a 1,849 euro/kg (-13), Gnl a 2,084 euro/kg (-10). Lungo le autostrade, benzina self service a 1,969 euro/litro (servito a 2,198), gasolio self service a 1,906 euro/litro (servito a 2,143), Gpl a 0,918 euro/litro, metano a 2,237 euro/kg, Gnl a 2,089 euro/kg.

L’inchiesta di Altroconsumo

Altroconsumo è andato a vedere quanto costavano benzina e diesel alla pompa in modalità “self” nella prima settimana di gennaio e ha poi confrontato i prezzi praticati nel mese di  marzo dalle più note insegne distribuite sul territorio (considerando anche le cosiddette “pompe bianche”). Nella migliore delle ipotesi il rincaro del 21%, nella peggiore anche al 40%.

Per la benzina la maggior parte delle insegne prese in considerazione (più diffuse sul territorio italiano) ha registrato un incremento del 25% da inizio anno a oggi, con insegne più “virtuose” come Agip-Eni, +21%, e altre un po’ meno, come Api-Ip, +30%.

aumento prezzo benzina

©Altroconsumo

Secondo l’analisi della crescita dei prezzi del gasolio in pochissime settimane, abbiamo dovuto sborsare circa un terzo in più per fare un pieno. Se l’aumento rispetto a inizio anno per tutte e 5 le compagnie analizzate è superiore al 30%, è l’aumento registrato nelle “pompe bianche” (generalmente sinonimo di convenienza) che lascia sbalorditi: +40% da inizio anno.

Come sono cambiate le abitudini degli italiani

Sempre Altroconsumo, tramite un’indagine statistica, ha fotografato la situazione delle famiglie italiane in questo momento. L’inchiesta ha confermato che le abitudini degli italiani sono notevolmente cambiate in molti contesti:

  • consumi domestici (casa, energia e acqua) è l’ambito nel quale è più alta la percentuale di coloro che hanno cambiato abitudini all’insegna del risparmio: lo ha fatto l’80% dei rispondenti. Lo scorso inverno, infatti, il 52% degli italiani ha usato con più parsimonia l’impianto di riscaldamento e presumibilmente starà facendo lo stesso con quello di condizionamento.
    4 rispondenti su 10, non solo decidono di limitare le temperature in casa, ma risparmiano anche sull’uso degli elettrodomestici (40% degli intervistati). Il 27% degli italiani, inoltre, dichiara di essere stato più attento anche nei consumi di acqua con meno bagni, docce più veloci e rubinetto chiuso mentre ci si lava i denti. Infine, il 43% degli italiani ha sperimentato, nell’ultimo anno, un peggioramento della propria situazione economica e il 25% dei rispondenti dichiara di avere difficoltà a pagare le bollette
  • caro-carburante: il 31% degli intervistati di loro usa l’auto solo quando è strettamente necessario. Il 26% mette in pratica accorgimenti salva-benzina, come guidare a velocità moderata o non spingere troppo il motore ed evitare sorpassi. Molti italiani si sono convertiti alla mobilità verde: il 18% va di più a piedi o in bicicletta e il 10% prende i mezzi pubblici con più frequenza di quanto non facesse prima della crisi
  • prodotti alimentari: che subiscono gli aumenti più salati e costringono il 63% degli italiani a cambiare abitudini in fatto di spesa, come emerge anche dall’analisi dettagliata dei prezzi di alcuni prodotti alimentari di Altroconsumo. Per salvaguardare il proprio potere d’acquisto il 33% dichiara di acquistare maggiormente prodotti “primo prezzo” (cioè con il prezzo a scaffale in assoluto più basso della categoria), alimenti a marchio del supermercato e in generale quelli super-scontati. Inoltre, il 29% degli intervistati ha tagliato la spesa in cibo e bevande non essenziali (alcol, dolci, snack salati…) e, cosa più preoccupante, 1 italiano su 5 (cioè il 21%) rinuncia all’acquisto di alimenti importanti come il pesce e la carne. Si riducono anche i momenti di piacere come le pause caffè al bar e le uscite al ristorante, diventate più sporadiche per il 26% degli intervistati. Da quanto emerge dall’indagine, infine, il clima di incertezza continua a spingere gli acquisti di prodotti a lunga conservazione
abitudini italiani

©Altroconsumo

  • spese mediche: 1 italiano su 3 curarsi è diventato un lusso. Il 33% di loro dichiara infatti di non riuscire a far fronte alle proprie spese mediche. Il 16% non può permettersi le cure dentistiche di cui ha bisogno, il 13% non riesce a sostenere i costi di una visita specialistica e l’8% ha dovuto cancellare o rimandare le sedute di psicoterapia. Per il 10% dei rispondenti è diventato proibitivo l’acquisto di dispositivi medici come gli occhiali da vista o l’apparecchio acustico.

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Fonte: Altroconsumo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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