Caro carburanti? C’è una soluzione, è la riduzione dell’Iva al 18%

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Continuano i rincari su diesel e benzina: per aiutare i cittadini italiani Altroconsumo propone di ridurre l'Iva dal 22 al 18%

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Ondata di rialzi senza precedenti per i carburanti: per gli italiani, alle prese con i rincari su gas ed elettricità e su diversi alimenti (fra cui pane e pasta) è un periodo nero. I costi di benzina e diesel volano alle stelle, raggiungendo cifre record dal 2013. Che fare quindi per ammortizzare l’ennesima stangata? Le associazioni che si occupano di tutela di consumatori, in particolare Altroconsumo, un’idea ce l’avrebbero: ridurre l’Iva dei carburanti al 18%.

I rincari di diesel, benzina e metano

I costi del carburante stanno avendo un impatto pesantissimo sulle tasche dei cittadini italiani. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Transizione ecologica, la benzina è arrivata a costare 1,82 euro al litro, mentre il diesel ha toccato quota 1,70 euro al litro.  Non va meglio con il metano, che supera persino i 2 euro al litro.

La crescita del prezzo industriale dei carburanti (cioè al netto delle tasse) rispetto allo scorso 3 gennaio è stata esponenziale, ogni settimana è aumentato di più del 2%: la dimostrazione evidente che il carovita sta diventando un problema reale per i cittadini anche quando parliamo di carburanti. – fa notare l’associazione Altroconsumo – In questo contesto è indispensabile che lo Stato intervenga in maniera attiva, così come già annunciato in altri settori (per esempio quello dell’energia). E se il trend di crescita continua su questa strada, per le vacanze estive c’è il rischio concreto di pagare la benzina 2,40 € al litro.

L’appello per abbassare l’Iva

L’impennata di prezzi dei carburanti porta inevitabilmente a più entrate per lo Stato. Come calcolato da Altroconsumo, si parla di circa 3 centesimi in più al litro. Una cifra non indifferente. Da qui la richiesta di ridurre l’Iva su diesel e benzina dall’attuale 22% ad almeno il 18%.

Considerata la situazione attuale, per mitigare gli aumenti del costo al netto delle tasse bisogna agire abbassando l’Iva. – sottolinea Altroconsumo – Intervenendo su questa voce, infatti, lo Stato può calmierare i rincari dei prezzi industriali, riportando il prezzo al consumatore finale ai valori di inizio gennaio. Per questo chiediamo alle istituzioni di ridurre l’Iva sui carburanti ad almeno il 18%, sia sul costo industriale che sulle accise. Questa è una stima fatta sulla base dei prezzi attuali: se il trend del momento fosse confermato e se il costo al netto delle tasse continuasse a salire, infatti, sarebbe comunque necessario ridurre ulteriormente la percentuale di Iva applicata (se non azzerarla) per calmierare i nuovi aumenti.

L’abbassamento dell’Iva non rappresenterebbe la soluzione definitiva ai rincari sul carburante, ma sarebbe un aiuto non da poco in questo periodo nero.

Per firmare l’appello lanciato da Altroconsumo per dire stop al caro carburanti CLICCA QUI. 

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Fonte: Altroconsumo

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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