Giornata mondiale per l’igiene mestruale: una data come altre o una da ricordare?

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Può un fenomeno tanto scontato e naturale come le mestruazioni essere insignito di una giornata celebrativa? Questa è la domanda che immaginiamo si pongano molte persone: quelle per cui ad esempio il ciclo mestruale è un fatto da nascondere e tenere lontano dalla socialità.

È proprio dalla mancanza di conoscenza che generalmente si ha in merito alle mestruazioni che origina questa giornata: nel 2014 diverse organizzazioni hanno istituito la Menstrual Hygiene Day, un’occasione per generare dialogo, confronto e consapevolezza attorno alle pubblicamente innominabili mestruazioni.

Insomma, di questa giornata abbiamo bisogno come uno degli strumenti che ci spingono a distruggere quei pregiudizi e quelle credenze che hanno relegato un processo naturale alla vergogna. E questo non rimane senza conseguenze.

Ancora oggi, le persone si affacciano alla pubertà completamente impreparate rispetto ai cambiamenti che il loro corpo subirà, non ultimo l’arrivo delle mestruazioni.

Questo, se alle nostre latitudini comporta vergogna e imbarazzo, in innumerevoli altre parti del mondo lo stigma genera condizioni di gestione e consapevolezza delle mestruazioni ancora più estreme.

Una recente ricerca condotta nel sud dell’Asia, ad esempio, ha dimostrato che il 33% delle persone in età scolare non aveva mai sentito parlare di mestruazioni prima del suo menarca, e addirittura il 98% non sapeva che il sangue mestruale provenisse dall’utero.

Trasferendoci poi dalla sfera culturale a quella medica vedremmo il problema allargarsi a macchia d’olio. Infatti, sono milioni le persone che, vivendo in condizioni di povertà estrema, hanno la strada sbarrata quando si tratta di reperire materiali igienici che assorbano il sangue, come i tradizionali tamponi e assorbenti. È noto come vengano utilizzati a mo’ di assorbente carta, fogli e stracci in numerose parti del mondo. Il tutto con un’enorme ricaduta sul livello di igiene mestruale che comporta un elevato aumento del rischio di contrarre malattie vaginali e infezioni. Il fatto che milioni di persone che sperimentano su se stesse le mestruazioni siano ancora discriminate è una sconfitta culturale e sociale per il mondo.

Quello che possiamo fare è rompere il silenzio: solo così si può portare avanti una battaglia realmente efficace nella sensibilizzazione di un assunto facile. Le mestruazioni sono un processo naturale: solo diffondendo insieme educazione e informazione potremo restituire a questa esperienza la normalità che le si addice.

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