La vergogna delle mestruazioni: perché non doverle più nascondere può fare bene alla società

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“Sei nervos* perché hai il ciclo?”. Quante persone che vivono l’esperienza delle mestruazioni se lo sono sentito dire? E quellə che non sono utero-dotatə, lo hanno chiesto almeno una volta nella vita? Non posso vedere i vostri volti, ma sono sicura che qualcunə tra voi abbia percepito quella frase come famigliare.

Lite tra elefanti

È un buon esempio che lascia intuire che le mestruazioni sono un’esperienza caratterizzata da luoghi comuni e da un linguaggio stereotipato. Perché edulcorare un processo al 100% biologico e naturale con espressioni del tipo le tue cose? Il loro nome è mestruazioni, anche se è un sostantivo difficile da sentir pronunciare: questo come primo riflesso del tabù che le caratterizza, che contribuisce ad alimentare il disagio che provoca nelle persone che le mestruazioni le hanno.
Secondo una recente indagine (Essity Report Italia 2019) il 51,3% di queste persone pensa che il ciclo mestruale sia lontano dalla normalità.

È un dato che trova conferma nella comune percezione del fatto che chi vive le mestruazioni sia portatə a nasconderle: 4 o 5 giorni al mese per 20, 30 o 40 anni. Ma la vicenda ha anche un risvolto scientifico: il non dover parlare di loro ha creato nel corso del tempo una grossa disinformazione rispetto alle condizioni medico-scientifiche coinvolte nel processo.

Mi riferisco, ad esempio, a quella che è nota come cultura del dolore. Si è ereditata infatti l’idea che i dolori connessi alle mestruazioni siano normali e da sopportare: questo, se da un lato ha portato le persone a sottovalutare il proprio dolore (e in particolare, per altri mille motivi, nelle donne, individuate tradizionalmente come gli esseri deputati alla missione di resistere), dall’altro incontra la scarsità di indagini mediche.

Da questo problema origina la missione divulgativa e comunicativa di This, Unique: l’obiettivo è portare informazione e consapevolezza in un campo come quello del ciclo mestruale, ignorato per lunghissimi anni. Vediamo la normalizzazione del dialogo attorno a queste tematiche come un percorso: sentiamo di essere solo all’inizio, ma siamo convintə di poter fare la nostra parte per rinnovare questo aspetto della vita.

Rendere le mestruazioni normalizzate nella percezione comune, dove al dolore sia attribuito il giusto peso, dove ciascunə possa acquisire più consapevolezza nel rapporto col proprio corpo riconoscendo la propria unicità, sono solo alcuni dei passi che sogniamo di realizzare in questo percorso.

Anche nel nostro servizio di vendita di prodotti mestruali 100% compostabili, è centrale la personalizzazione: le mestruazioni sono un processo che si adatta all’unicità di ciascunə e variano seguendo mille fattori diversi. Pacchi uguali per tuttə, come siamo statə abituatə a fare, neutralizzano una diversità che va ritrovata anche in questi piccoli gesti.

Ognunə può vivere l’esperienza del ciclo mestruale, su un piano più positivo cercando di eliminare intorno ad esse lo stigma: iniziare a parlare è solo l’inizio, il primo di una reazione a catena che potrà abbattere il tabù e degnare le mestruazioni dell’attenzione che meritano.

In collaborazione con This, Unique

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