Violentate e torturate, le terribili testimonianze delle donne iraniane arrestate per aver manifestato

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Il regime liberticida iraniano sta usando anche la violenza sessuale sulle donne per reprimere le proteste che da due mesi animano il Paese. I racconti delle vittime degli stupri, raccolti dalla CNN, sono agghiaccianti

Nudi contro il cancro alla pelle

Il regime iraniano sta facendo davvero di tutto per mettere a tacere le donne iraniane che protestano con con coraggio da circa due mesi per la libertà. Non bastavano le repressioni nel sangue nelle piazze e i tentativi di censura sui social media. Le forze di polizia stanno utilizzando anche un’arma più subdola e vergognosa: la violenza sessuale.

A svelare questo atroce retroscena un lungo reportage della CNN, che ha raccolto testimonianze da brividi in Iran fra le cittadine che sono riuscite a uscire dalle prigioni (dove stupri e maltrattamenti sono la consuetudine) e del personale medico che ha visitato e curato alcune delle vittime. In qualche caso, lo stupro è stato persino filmato e usato come strumento di minaccia.

Gli agghiaccianti racconti che arrivano dall’Iran

Una donna curdo-iraniana, di cui la CNN ha deciso di non rivelare il nome (per salvaguardare la sua incolumità) e ha ribattezzato Hana, ha raccontato di aver assistito e subito violenze sessuali mentre era detenuta nel carcere che si trova al confine iraniano.

Lì c’erano ragazze che sono state aggredite sessualmente e poi trasferite in altre città – ha raccontato ai giornalisti – Hanno paura di parlare di queste cose.

Fra le storie più agghiaccianti c’è quella di Armita Abbasi, una giovane di 20 anni, accusata dalla polizia di aver preso parte alle proteste, e di essere diventata “la leader dei disordini”.

Dopo il ritrovamento di 10 bottiglie molotov nel suo appartamento, la ragazza è stata arrestata nella sua natale di Karaj, a ovest di Teheran, a distanza di circa un mese dall’inizio delle manifestazioni nel Paese.

Armita Abbassi, che era molto attiva sui social (in cui postava contenuti anti-regime) è stata portata d’urgenza aall’ospedale Imam Ali di Karaj, accompagnata da agenti in borghese. Al momento del suo arrivo la ragazza era visibilmente scossa e tremeva, come riportato da una fonte interna alla struttura sanitaria.

Quando è entrata per la prima volta, gli ufficiali hanno detto che aveva un’emorragia dal retto a causa di ripetuti stupri. Gli uomini in borghese hanno insistito affinché il medico scrivesse che la violenza era avvenuta prima dell’arresto –  racconta un membro dello staff dell’ospedale.  – Quando la verità è diventata evidente a tutti, hanno cambiato l’intero copione. Per farla breve, hanno combinato un casino. Hanno fatto un casino e non sanno come rimetterlo insieme.

“Si sentiva così male che pensavamo avesse il cancro” ha aggiunto uno dei medici.

Nonostante i traumi fisici chiaramente provocati da uno stupro, nella dichiarazione ufficial del Governo iraniano è stato riportato che la ragazza è stata curata per disturbi digestivi.

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Per avere la certezza del terribile sospetto la CNN ha voluto presentare i resoconti relativi allo stato di salute di Armita Abbassi a un medico che vive fuori dai confini iraniani, che ha confermato che si è trattato di una brutale violenza sessuale.

Purtroppo, però, lo staff dell’ospedale non ha potuto fare nulla per mettere in salvo la ragazza. Dopo la visita, infatti, Armita è stata portata via da un’uscita secondaria, poco prima che la sua famiglia arrivasse per vederla.

“Il mio cuore che l’ha vista e non è riuscito a liberarla mi sta facendo impazzire” ha ammesso un medico. In base a quanto trapelato da fonti con cui si è messa in contatto la CNN, la giovane si trova attualmente rinchiusa nella famigerata prigione Fardis di Karaj.

Quelle raccolte dalle CNN sono soltanto alcune delle terrificanti storie di violenza che arrivano dall’Iran. Le coraggiose donne iraniane stanno pagando un prezzo altissimo per la loro lotta per la libertà e per i diritti. Nel giro di due mesi il regime iraniano ha ucciso almeno 416 persone, 51 bambini e 21 donne, secondo quanto riferito dall’Ong Hengaw Organization for Human Rights.

Questa sanguinosa repressione potrebbe diventare oggetto di un’indagine internazionale da parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhcr), che si è detto a far luce sulle numerose violazioni dei diritti umani nel Paese.

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Fonte: CNN 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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