Le donne italiane si stanno tagliando e legando i capelli per la libertà delle iraniane, un gesto semplice ma potente

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Morire per aver legato i capelli in una coda di cavallo: in Iran, dove da giorni le donne stanno invadendo le piazze per rivendicare i loro diritti calpestati, succede anche questo. Noi non possiamo restare indifferenti di fronte a tanta crudeltà assurda. Sosteniamo le sorelle iraniane invadendo i social con foto in cui compiamo il semplice gesto che profuma di libertà e che nel Paese è diventato un atto di ribellione

Legarsi i capelli con un elastico: un gesto che ogni ragazza e donna compie ogni giorno con grande leggerezza. Eppure qualche giorno fa legarsi la chioma facendo una coda di cavallo è costato la vita a Hadis Najafi, trucidata a soli 20 anni con sei colpi di pistola dalla polizia religiosa iraniana. Hadis era diventata simbolo delle proteste esplose in tutto l’Iran a seguito della morte della giovane Mahsa Amini, uccisa perché non indossava correttamente il velo.

Ma Hadis è soltanto una delle decine di persone che in questi giorni sono state ammazzate per aver sfidato la dittatura facendo sentire la propria voce, esausta e piena di rabbia. L’ondata di proteste nel Paese è travolgente e inarrestabile: migliaia di donne sono scese nelle piazze per bruciare i loro hijab e tagliare i capelli per dire basta all’imposizione del velo islamico e per rivendicare quei diritti calpestati ormai da troppi decenni.

Nonostante la dura repressione e il blocco di Whatsapp e Instagram da parte della autorità, le iraniane stanno dimostrando un coraggio straordinario, consapevoli dei rischi che corrono. E il loro desiderio di libertà ha toccato le corde dei cuori delle donne del resto del mondo, che stanno sostenendo la loro difficile battaglia.

Anche in Italia in questi giorni diverse cittadine hanno voluto compiere gli stessi gesti delle iraniane: la scorsa settimana decine di donne hanno organizzato una protesta davanti all’Ambasciata iraniana di Roma per bruciare i veli e tagliarsi i capelli al grido di “Jin, Jiyan, Azadi” (donna, vita, libertà), mentre ieri pomeriggio circa duecento persone – in maggioranza donne – hanno partecipato a un sit-in in piazza De Ferrari a Genova, esibendo cartelli con la scritta “Siamo tutte Mahsa Amini”.

Diamo voce alle sorelle iraniane! #codeperlalibertà

Ma la solidarietà dell’Italia nei confronti delle iraniane sta travolgendo anche i social. Su Instagram e Facebook stanno comparendo diversi video e foto che mostrano donne e ragazze mentre si legano i capelli in una coda di cavallo, un gesto che a noi appare quasi scontato o banale ma che per Hadis Najafi e le altre sorelle iraniane ha il profumo della libertà e diventa un atto di ribellione da pagare a caro prezzo.

Oggi più che mai le donne che vivono in Iran hanno bisogno del nostro sostegno. Per dar voce alla loro coraggiosa lotta noi di greenMe invitiamo tutte le nostre lettrici a condividere sui loro account social delle foto con le code di cavallo, accompagnate dall’hashtag #codeperlalibertà e a inviarcele su Facebook fra i commenti sotto l’articolo.

 

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Siamo consapevoli che questo non basterà a garantire una vita degna di essere chiamata tale alle sorelle iraniane, ma di fronte a ciò che sta accadendo non possiamo restare in silenzio. Partecipiamo in massa! Se il regime vuole metterle a tacere, noi possiamo diventare la loro voce.

 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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