Mamma gatta e i suoi due cuccioli bruciati vivi in una scuola, orrore in provincia di Bari

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In una scuola una gatta e i suoi due cuccioli sono stati uccisi atrocemente, dati alle fiamme e bruciati vivi da qualche crudele individuo. Le associazioni hanno denunciato il sadico gesto e chiedono la cooperazione dei residenti per identificare il colpevole

Libera Terra

Orrore inaudito a Terlizzi, in provincia di Bari, dove all’interno della scuola Gianni Rodari una gatta e i suoi due cuccioli sono stati uccisi nel più crudele dei modi. Bruciati quando erano ancora in vita come provano le tracce rinvenute sui muri e sulle porte dell’edificio, nel disperato tentativo da parte dei felini di liberarsi dalle fiamme.

Sul posto i corpi carbonizzati degli animali e una vicenda da far rabbrividire che non può concludersi in questo modo e restare impunita. L’associazione Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha sporto denuncia alle Forze dell’ordine, chiedendo a chiunque sappia o abbia visto qualcosa di farsi avanti.

È raccapricciante e preoccupante pensare che ci sia in giro qualcuno capace di tanta malvagità, anche se di certo non è una sorpresa. Infierire in modo così crudele su degli animali indifesi, alcuni di loro addirittura dei cuccioli, è veramente segnale di una mente disturbata che non si farebbe scrupoli a fare del male a chiunque si trovi sul suo cammino. Questa persona va fermata perché rappresenta un pericolo per gli animali e per le altre persone, è necessario rieducarla affinché capisca il valore della vita e smetta di mettere in atto comportamenti così feroci, sintomo di un grave disagio, ha commentato Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

Sappiamo quanto diabolico sia l’essere umano, ma episodi del genere riconfermano che non vi sia alcun limite alla sua malvagità nei confronti di esseri indifesi come questa mamma e i suoi cuccioli. Per questo lo Stato dovrebbe inasprire le pene, condannando duramente questi gesti disumani, il più delle volte puniti solo con una multa o una denuncia a piede libero.

Così è stato per il pony massacrato ad Acate, in Sicilia, e così sarà fin quando la legge non tutelerà realmente gli animali come dice di voler fare. Alle parole devono seguire i fatti, per questi gattini torturati barbaricamente e per tutti gli altri animali che ogni giorno e ogni anno muoiono per mano dell’essere umano.

Se qualcuno ha delle informazioni utili può contattare direttamente le Forze dell’ordine e può scrivere una e-mail al nostro ufficio legale, all’indirizzo avvocato@legadelcane.org. Coprire o giustificare chi compie azioni del genere è inaccettabile e rischioso, perché questi comportamenti sono destinati a evolvere in violenze sempre più grandi, conclude Piera Rosati.

Fonte: LNDC

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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