A MasterChef si cucina carne di animali selvatici protetti, facendo arrabbiare l’Ecuador (e non solo)

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MasterChef Ecuador nell’occhio del ciclone dopo aver usato animali selvatici come ingredienti per le ricette dei partecipanti.

MasterChef Ecuador nell’occhio del ciclone dopo aver usato animali selvatici come ingredienti per le ricette dei partecipanti.

Il programma MasterChef Ecuador ha suscitato scalpore non solo nel proprio Paese, ma anche oltre i confini, per aver promosso, durante l’episodio numero 34 della terza stagione, il consumo di cervo, di squalo (Mustelus whitneyi), di caimano (Caiman crocodilus) e di capibara (Hydrochoerus hydrochaeris), tutti e quattro animali protetti dalla legge ecuadoriana.

 

Masterchef Ecuador e Teleamazonas

©Teleamazonas/Twitter

Cervo, capibara, squalo e caimano, hai mai mangiato una di queste proteine?”, si leggeva in un tweet – in seguito rimosso – del famoso programma di cucina pubblicato prima di iniziare la puntata di lunedì 3 gennaio, in cui sfidava gli 11 partecipanti a cucinare in modo “creativo” la carne di queste quattro specie selvatiche protette.

Diverse organizzazioni ambientaliste, animalisti e scienziati si sono scagliati contro l’uso della carne di queste specie nel programma televisivo. Il Movimento Animalista Nazionale dell’Ecuador – MAN, attraverso un comunicato, ha ribadito che il consumo di carne di animali selvatici è vietato nel Paese, e che solo i popoli indigeni possono farlo per motivi di sussistenza, senza scopi commerciali o di profitto. Eccezioni che chiaramente non si applicano a Masterchef.

Chiediamo ai produttori del programma e al canale che trasmette il programma una spiegazione sulla provenienza della carne di questi animali, allo stesso tempo informiamo il pubblico che questi tipi di piatti in questo tipo di “spettacoli” cercano di normalizzare il consumo di animali protetti, il cui possesso maschera il traffico di animali selvatici e la distruzione degli ecosistemi”, dichiara il MAN.

Tra i primi a mostrare la propria disapprovazione anche il Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e della Transizione Ecologica dell’Ecuador, che ha ricordato come trasportare, cacciare, commercializzare e consumare queste specie è un crimine e minaccia la conservazione delle specie e degli ecosistemi del Paese, nonché rappresenta un potenziale rischio per la salute umana.

Il MAATE, tutelando l’integrità della fauna selvatica, rifiuta categoricamente la promozione e la diffusione di contenuti grafici o audiovisivi che incoraggino l’acquisto e il consumo di specie selvatiche o dei loro elementi costitutivi, come accaduto in un programma di televisione nazionale che, sebbene sia stato girato fuori dal Paese, denuncia una situazione che potrebbe portare al consumo illegale di carne di animali selvatici”, si legge in un comunicato stampa.

Dalla Colombia per l’Ecuador

Sebbene sia un programma per l’Ecuador, le registrazioni vengono realizzate in Colombia, e questo ha sollevato dei dubbi sé nel paese vicino questa situazione fosse consentita.  La piattaforma colombiana per gli animali Alto! ha indicato che nel Paese ci sono allevamenti di capibara e caimani, tuttavia la produzione del programma deve dimostrare l’origine di quella carne. Invece, per il cervo e lo squalo pensano “che il loro uso sia illegale”.

La risposta delle istituzioni colombiane non si è fatta attendere. Infatti il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile del Paese ha confermato l’apertura di un’inchiesta sul programma di cucina più famoso del mondo.

Con la Procura colombiana stiamo portando avanti l’indagine sulle denunce che circolano sui social riguardo l’uso dei sottoprodotti della fauna selvatica nei programmi televisivi. Il traffico e la commercializzazione di animali selvatici è un crimine in Colombia”, si legge in un tweet del ministro dell’ambiente e dello Sviluppo Sostenibile colombiano Carlos Eduardo Correa.

In Ecuador invece la deputata Viviana Veloz Ramírez ha chiesto alla Procura dello Stato di avviare le indagini sul “presunto crimine contro la natura” che si sarebbe verificato durante una puntata di MasterChef Ecuador.

Di fronte all’infrazione pubblica e alla violazione di norme che garantiscono i diritti della natura come il Codice Ambientale e Penale, abbiamo provveduto a presentare la notitia criminis davanti alla Procura denunciando l’accaduto nel programma MasterChef Ecuador”, ha indicato la deputata, membro anche della Commissione per la biodiversità dell’Assemblea.

Il silenzio di Masterchef Ecuador e Teleamazonas

©MANIMALISTAS ECUADOR/Twitter

Dopo le polemiche, il canale televisivo ecuadoriano Teleamazonas ha rimosso il controverso episodio 34 del programma dal suo canale YouTube. Tuttavia, il 6 gennaio l’ha ripubblicato cancellando tutte le scene in cui appare la promozione della cucina di animali selvatici protetti e sui social ha eliminato tutti i post in relazione al consumo di queste carni. Le domande e le proteste sono tante, ma il canale e il programma hanno deciso per ora di rimuovere qualsiasi traccia e rispondere con il silenzio.

Senza considerare la biosicurezza e il fatto che alcune delle specie elencate come lo squalo sono in via di estinzione, quanto accaduto durante il programma violerebbe gli articoli 35, 70, 317 e 318 del Codice Ambientale dell’Ecuador. Promuovere pratiche che minacciano la biodiversità a un pubblico nazionale senza neanche chiedere scusa, oltre a contrastare e rovinare in pochi secondi gli sforzi di chi lotta contro il traffico della fauna selvatica, dimostra solo come nel mondo ci sia ancora tanta indifferenza riguardo le tematiche ambientali.

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Fonte: MAATE / Teleamazonas / MAN / El Universo

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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