Questo è il segreto per fare il caffè più buono del mondo (e ha a che fare con api e uccelli)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Secondo una nuova ricerca la qualità del caffè, il suo gusto, la grandezza del chicco e l'aroma dipendono dal lavoro della natura. Più precisamente, i ricercatori hanno scoperto che il caffè è più buono grazie all'azione svolta da api e uccelli.

Un nuovo studio ha rilevato che i chicchi di caffè sono più grandi e più abbondanti quando uccelli e api si uniscono per proteggere e impollinare le piante.

Senza questi volatili, infatti, i coltivatori di caffè vedrebbero un calo del 25% dei raccolti.

Un elemento importante per un settore che produce circa 23 miliardi di euro, tra consumatori, agricoltori e aziende che dipendono dal “lavoro” che svolge la natura.

Questa ricerca è la prima a dimostrare, utilizzando esperimenti nel mondo reale su 30 coltivazioni di caffè, che i contributi della natura, in questo caso l’impollinazione delle api e il controllo dei parassiti da parte degli uccelli, sono davvero fondamentali per l’agricoltura.

I risultati suggeriscono che le valutazioni fatte in passato potrebbero effettivamente sottovalutare i benefici che la biodiversità offre all’agricoltura e al benessere umano. (Leggi anche:  Il caffè selvatico, raro e dimenticato, che può salvare l’amata bevanda dalla crisi climatica)

Lo studio

Per l’esperimento, i ricercatori dell’America Latina e degli Stati Uniti hanno manipolato piante di caffè in 30 fattorie, con una combinazione di grandi reti e piccoli sacchi di pizzo.

Hanno testato quattro scenari chiave: l’attività degli uccelli (controllo dei parassiti), l’attività delle api (impollinazione), nessuna attività di uccelli e api e, infine, un ambiente naturale, dove le api e gli uccelli erano liberi di impollinare e mangiare insetti come il piralide del caffè, uno dei parassiti più dannosi che colpisce la produzione in tutto il mondo. 

(Leggi anche: Apocalisse delle api: il 9% degli insetti impollinatori rischia l’estinzione, secondo il report ISPRA)

Lo studio mostra che gli effetti positivi combinati di uccelli e api sull’allegagione, ossia la fase iniziale di sviluppo dei frutti successiva alla fioritura, sul peso e sull’uniformità dei frutti, fattori chiave in termini di qualità e prezzo, sono stati maggiori dei loro effetti individuali.

Quindi, senza uccelli e api la resa media è diminuita di quasi il 25%.

I ricercatori hanno sottolineato che:

Un motivo importante per cui misuriamo questi contributi è aiutare a proteggere e conservare le molte specie da cui dipendiamo, e talvolta diamo per scontate. Uccelli, api e milioni di altre specie sostengono le nostre vite e i nostri mezzi di sussistenza, ma affrontano minacce come la distruzione dell’habitat e il cambiamento climatico.

Il team sta anche studiando come il cambiamento dei paesaggi delle fattorie influisca sulla capacità degli uccelli e delle api di apportare benefici alla produzione di caffè.

 Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok |   Youtube

Fonte: Pnas

Sul caffè ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook