Si può usare il nocciolino di sansa vergine al posto del pellet, ecco come

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Con l’inverno alle porte e un caro bollette che non si ferma, anche i costi del pellet sono schizzati alle stelle ma, in certe condizioni, è possibile usare anche il nocciolino di sansa vergine per scaldarci

In alcune condizioni possiamo usare il nocciolino di sansa invece del pellet, come suggerito sul blog A Bear in the Countryside (‘Un orso in campagna’): i costi del pellet sono infatti aumentati moltissimo e il risparmio complessivo non è più decisamente quello di prima. Il nocciolino di sansa, invece, è decisamente a buon mercato. Ma attenzione! Non si può usare tal quale su tutte le stufe a pellet.

Leggi anche: Vi spieghiamo perché il prezzo del pellet è schizzato (anche in estate)

Il nocciolino è uno scarto di lavorazione della spremitura delle olive, quello di sansa vergine si ottiene dalla sansa vergine mediante centrifugazione. Il prodotto che ne deriva è una biomassa a tutti gli effetti con un potere calorifero che varia tra i 4,5 ed i 6,5 KWh/Kg.

Biomassa che sta diventando interessante visti i costi esorbitanti ormai raggiunti dal pellet, e che hanno generato anche dubbi su possibili truffe a riguardo, visto un incremento in alcuni casi più che raddoppiato (fino a 12 euro al sacco contro un massimo di 5 euro per il nocciolino).

Leggi anche: Pellet: i prezzi alle stelle sono giustificati o i produttori se ne stanno approfittando?

Come usare il nocciolino di sansa vergine nelle stufe a pellet

Non possiamo però far funzionare tutte le stufe a pellet con il nocciolino, come avverte il blogger:

Innanzitutto dobbiamo verificare la dimensione dei fori del braciere, perché, se superano i 3 mm, non tratterranno il nocciolino, che quindi passerà senza bruciare: in questo caso dovremo aggiungere una rete metallica con fori da 2,5-3 mm (meglio se posta sul fondo esterno del braciere).

Anche i parametri della stufa potrebbero non essere gli stessi passando dal pellet al nocciolino, in particolare velocità della coclea e giro fumi. Anche un tecnico (sempre consigliato) dovrà comunque fare un minimo di prove perchè ogni stufa potrebbe essere a sé.

Ma se proprio non riusciamo a far funzionare la nostra stufa con il solo nocciolino, si può anche pensare a mix pellet-nocciolino: un compromesso che può comunque essere utile per risparmiare e non fare eccessive modifiche alla stufa (con una proporzione di 2 sacchi di pellet ed uno di nocciolino è possibile non sia necessario assolutamente nulla).

Pro e contro del nocciolino di sansa vergine al posto del pellet

PRO

  • Ovviamente il prezzo: si parla di costi pari a meno della metà con rese superiori del 20%

CONTRO

  • I residui di cenere del nocciolino sono superiori rispetto al miglior pellet
  • L’odore della combustione del nocciolino che è più “acre” di quello del pellet
  • Il nocciolino è meno reperibile online del pellet
Non perderti tutte le altre nostre notizie, seguici su Google News e Telegram

Fonti: A Bear in the Countryside / A Bear in the Countryside/Youtube

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook