Comunità energetiche contro il caro bolletta: l’autoconsumo collettivo in Emilia Romagna diventa legge

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

A Scandiano, nella provincia di Reggio Emilia, è già realtà, ma ora la Regione potrà replicare l’esperienza su larga scala grazie alla Legge sulle Comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile

È fatta: l’Emilia-Romagna ha una legge sulle Comunità energetiche. D’ora in poi gruppi di persone, imprese o enti potranno agire collettivamente per produrre, distribuire, scambiare, accumulare energia a impatto zero attraverso impianti di energia rinnovabile.

È la realtà delle Comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile, appunto, che è stata finalmente riconosciuta in Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna dopo un iter legislativo avviato con una proposta di legge della Giunta regionale. Ed è una realtà che, senza mezzi termini, potrebbe salvarci dalle crisi.

Le CER sono partite in Italia già nel 2020, con la prima “nascita” a marzo 2021, e da allora stanno proliferando. E speriamo sempre di più.

Cosa sono le Comunità Energetiche (CER) 

Come spiega il GSE, una Comunità Energetica Rinnovabile è un’associazione di clienti finali, consumatori di energia elettrica, che possono associarsi per produrre localmente, tramite fonti rinnovabili, l’energia elettrica necessaria al proprio fabbisogno, “condividendola”.

Una CER è un soggetto giuridico che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria, autonomo (“off grid”) ed  effettivamente controllato da azionisti o membri situati nelle vicinanze degli impianti di produzione detenuti dalla comunità stessa, il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici e/o sociali a livello di comunità ai propri azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari.

Gli azionisti o membri sono persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e/o industriale principale.

QUI vi spieghiamo dettagliatamente come sono nate le CER e lo stato dell’arte in Italia:

La Legge in Emilia Romagna

L’obiettivo delle Legge, si legge in una nota della Regione, è quello di contribuire in maniera concreta al raggiungimento della piena decarbonizzazione e ridurre le emissioni di gas climalteranti in atmosfera, per il quale sono necessari un maggiore sfruttamento del potenziale delle fonti di energia rinnovabile, promuovendo un sistema energetico decentrato e interconnesso.

Un ambito in cui, oltre a Scandiano, in Emilia-Romagna sono già attive diverse sperimentazioni: a Imola un gruppo di imprese produce collettivamente e consuma energia generata da fonti rinnovabili, a Bologna si lavora a Geco, un progetto per sviluppare la produzione sostenibile di energia nella zona Pilastro-Roveri.

Le comunità energetiche non solo metteranno in condizione di incrementare la produzione, l’utilizzo e l’accumulo delle energie rinnovabili in Emilia-Romagna, ma consentiranno di farlo valorizzando progetti e azioni di coesione sociale, per ridurre i prelievi energetici dalla rete e per contrastare la povertà energetica. Cittadini, imprese, enti locali e associazioni saranno al centro della transizione energetica, protagonisti di un cambiamento senza precedenti. La Regione avrà un particolare riguardo per i progetti a forte valenza sociale e territoriale che coinvolgano i soggetti svantaggiati, ma anche per le opportunità che si potranno creare per il mondo economico.

Tra le altre cose, la Legge prevede:

  • ulteriori bonus in caso di Comunità Energetiche e Gruppi di Autoconsumo Collettivo che nascono in montagna o nelle aree interne, o che siano composti anche da soggetti economicamente svantaggiati
  • maggiorazioni che verranno erogate a tutte quelle CER in cui saranno direttamente coinvolti i Comuni, con lo scopo di premiare quelle amministrazioni locali che metteranno a disposizione i propri spazi o tetti pubblici
  • per i condomini sarà introdotto un fondo rotativo per finanziare l’acquisto dei pannelli e assicurare nel tempo un sostegno finanziario agevolato per l’acquisto degli impianti

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: Regione Emilia-Romagna

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook