COP27: attivata in Himalaya la webcam più alta del mondo per mostrare i terribili effetti della crisi climatica sull’Everest

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Mentre i leader globali impegnati nella COP27 - discutono in Egitto del futuro del Pianeta e combattono la crisi climatica a suon di parole, i ghiacciai continuano a sciogliersi a ritmi velocissimi. Per accendere i riflettori sull'impatto del riscaldamento globale sugli ecosistemi montani un team di scienziati italiani ha attivato una webcam con vista sull'Everest, il tetto del mondo

Si trova ad un’altezza record di 5.675 metri ed è stata da poco accesa, in occasione della COP27 che si sta tenendo proprio in questi giorni a Sharm El-Sheikh, in Egitto: è la webcam più alta del mondo, installata sopra il Kala Patthar, montagna del Nepal, in Himalaya. Il luogo scelto non è affatto casuale; la telecamera vuole essere un “occhio” che scruta gli effetti devastanti del riscaldamento globale sull’Everest, la vetta più alta della Terra, che si trova proprio di fronte.

Le immagini – in diretta una al minuto  – vengono catturate a una distanza di soli 10 km in linea d’aria. La ebcam e antenne WiMax per trasmettere gli scatti sono alimentate da un sistema fotovoltaico intelligente, che in assenza di luce si spegne per conservare batteria.

everest webacm

@EvK2Minoprio

In questo modo tutti possono rendersi conto in tempo reale – attraverso una piattaforma oline – degli effetti del riscaldamento globale sul maestoso monte.

Ad attivare la webcam degli scienziati italiani che fanno parte della start-up EvK2Minoprio.

“L’obiettivo è quello di raccogliere informazioni e dati scientifici sui cambiamenti climatici, in particolare per quanto riguarda la fisica e la chimica dell’atmosfera, lo studio dell’evoluzione dei ghiacciai, dell’acqua e dei fenomeni correlati, della salute umana, della vegetazione e della fauna nella regione dell’Everest, ma anche dati di ricerca relativi alla sismica, alla geologia e alla geofisica” spiegano gli esperti.

L’Everest, da sempre considerato il tetto del mondo, è uno dei “giganti” maggiormente colpiti dalle conseguenze della crisi climatica ed è sempre più deturpato dai rifiuti lasciati da chi scala il monte. Secondo un recente studio pubblicato su Nature Portfolio Journal Climate and Atmospheric Research, il ghiacciaio del Colle Sud ha perso oltre la metà della sua massa dagli anni ’90 ad oggi per via dell’aumento delle temperature globali. E anche gli altri suoi ghiacciai si stanno sciogliendo a un ritmo vertiginoso.

Nessun luogo è più al sicuro dalla minaccia della crisi climatica. Anche le vette più alte del Pianeta devono fare i conti con il grande disastro provocato dalla mano dell’uomo.

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Fonte: EvK2Minoprio

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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