Conosci l’impronta idrica? Questo è il cibo che consuma più acqua in assoluto (e non è la carne)

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Non basta evitare di annaffiare il giardino o lavare l'acqua, quando il problema dell'emergenza idrica è molto più profondo e riguarda anche l'impiego che fanno dell'acqua settori insospettabili. Sapete quali sono gli alimenti con la peggiore impronta idrica che consumiamo tutti i giorni? La risposta probabilmente vi stupirà

Ciò che mettiamo in tavola ogni giorno, le nostre scelte alimentari come consumatori, hanno un peso in termini di consumo delle risorse naturali, di inquinamento, di sfruttamento del suolo…in poche parole, hanno un’impronta sull’ambiente.

Particolare attenzione va prestata all’acqua, una risorsa sempre più preziosa (come ci insegnano i fatti di queste settimane) ma ancora troppo sprecata, nell’industria alimentare e non solo.

Ogni alimento, per essere prodotto, trasportato, processato e confezionato, richiede una quantità di acqua di cui spesso il consumatore non si rende neanche conto. È la cosiddetta impronta idrica.

In molti ci avete chiesto di parlare dell’impronta idrica della carne, ma c’è un prodotto che ne consuma persino di più. E che tutti mangiamo…

Che cos’è l’impronta idrica

L’impronta idrica è un indicatore multidimensionale, che mostra i volumi d’acqua necessari a produrre un certo cibo, ma esplicita anche il tipo di utilizzo della risorsa idrica (evaporazione dell’acqua piovana, superficiale o sotterranea, o inquinamento dell’acqua), nonché l’ubicazione e la tempistica di utilizzo.

Dal 2008 il Water Footprint Network (WFN) si occupa di tracciare l’utilizzo della risorsa idrica lungo la filiera produttiva di ciò che arriva sulle nostre tavole, sforzandosi di supportare la transizione verso un uso e una gestione dell’acqua sostenibili ed equi a livello globale.

L’impronta idrica di ciò che mangiamo

Ma qual è l’impronta idrica di un hamburger, di una mela, di un caffè? Quali sono gli alimenti che contribuiscono maggiormente allo spreco della risorsa idrica? Per rendere i consumatori più consapevoli del peso degli alimenti in termini di consumo di acqua, il WFN mette a disposizione un portale interattivo in cui viene mostrato qual è l’impronta idrica di ciò che mangiamo.

Fra gli alimenti che maggiormente impattano sull’ambiente per consumo di acqua c’è, ovviamente, la carne. Si pensi che, per produrre un chilogrammo di carne di manzo sono necessari 15.400 litri di acqua. Un po’ meglio vanno le carni di pecora (10.400 litri/kg), di maiale (6.000 litri/kg), di anatra (5.500 litri/kg) e di pollo (4.300 litri/kg).

Per ogni chilogrammo di prodotto finito, i prodotti di origine animale hanno di solito una impronta idrica di gran lunga superiore rispetto a quelli di origine vegetale. Lo stesso vale se guardiamo al contributo proteico delle due categorie di cibo: l’impronta idrica per grammo di proteine animali è fino a sei volte più pesante rispetto a quella delle proteine vegetali (legumi).

Leggi anche: Water Footprint: i 10 cibi che consumano più acqua

Questo è il cibo che ha l’impronta idrica più alta persino della carne

Ma la carne non è l’unico alimento responsabile del depauperamento della risorsa idrica. Come si può vedere dal portale, ci sono altri prodotti che addirittura superano l’impronta idrica (già elevatissima) della carne di manzo.

Per produrre un chilogrammo di caffè tostato sono necessari circa 18.900 litri di acqua. Questo vuol dire che ogni volta che gustiamo una tazzina di caffè (corrispondente a circa 7 grammi di polvere di caffè) sottraiamo all’ambiente 130 litri d’acqua.

Non va meglio per la produzione di cioccolato: le bacche di cacao hanno un’impronta idrica di 20.000 litri/kg!

Infine, un prodotto che non mangiamo ma che comunque ha un’impronta idrica pesantissima sull’ambiente è il cotone (10.000 litri per chilogrammo di prodotto). Si pensi che una maglietta ci costa circa 2.500 litri d’acqua, mentre un paio di jeans può arrivare anche a 8.000 litri. L’impronta idrica del cotone dipende sia dall’irrigazione della pianta che dai processi industriali che trasformano la pianta in filato (o in tessuto).

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Come possiamo ridurre il consumo di acqua

Noi consumatori abbiamo nelle nostre mani un grande potere nella riduzione degli sprechi idrici. Attraverso scelte alimentari più consapevoli e sagge possiamo contribuire a consumare meno acqua, a beneficio nostro e della comunità.

Possiamo, per esempio, preferire alimenti di origine vegetale a quelli di origine animale (carne e formaggi) oppure limitare il consumo di prodotti “di sfizio” come caffè e cioccolato, che abbiamo visto essere molto impattanti.

Inoltre, impegniamoci attivamente a ridurre la nostra impronta idrica diretta installando servizi igienici a risparmio idrico, applicando un soffione doccia a risparmio idrico, chiudendo il rubinetto durante lo spazzolamento dei denti, utilizzando meno acqua in giardino e non gettando medicinali, vernici o altri inquinanti attraverso il lavello in modo da non inquinare l’acqua di scarico.

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Fonte: Water Footprint

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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