Emergenza siccità, il cuneo salino del Po è a 30 km. Cos’è e perché deve preoccuparci

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Il fiume più lungo d'Italia sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 70 anni, mentre l'acqua salata del mare risale dal Delta. Il cuneo salino, infatti, è arrivato a 30,6 chilometri dalla Costa Adriatica segnando un nuovo record in negativo. Ma di cosa si tratta?

Le portate sono ancora molto basse, il prelievo non è stato ridotto, come chiesto settimane fa, e il cuneo salino ha superato i 30 chilometri, una quota mai vista prima. Ma cos’è il cuneo salino e perché deve destare preoccupazione?

Sono intento questi i dati che emergono dalle ultime analisi dell’Osservatorio sul Po, che registra anche come i temporali delle ultime ore non abbiano risolto i problemi a lungo termine e come le temperature continuino a essere molto alte.

Con le piccole precipitazioni, il “problema è solo rimandato di 10 giorni se non si rispetteranno le misure decise”, avverte Meuccio Berselli, segretario dell’Autorità, riferendosi tra le misure, anche, alla riduzione di prelievo idrico del 20% sulle acque disponibili.

Grazie alle piogge, l’incremento di portata c’è stato ma non risolve il problema del deficit esistente. Anzi, lo sposta di fatto in avanti di una decina di giorni, scongiurando per ora la massima conseguenza della siccità stagionale, ovvero un preventivo e dannoso stop al prelievo.

Prelievi che comunque, nonostante la raccomandazione ai territori – dicono dall’Autorità – non sono stati effettuati nella misura del 20% sull’acqua disponibile, come stabilito (ma addirittura aumentati del 10%) e che, alla luce della pioggia di ieri, avrebbero contribuito in maniera determinante al raggiungimento di un livello tale (circa 300 mc/s) in grado di sollevare le necessità della gran parte delle aree considerate fino a luglio inoltrato riducendo così concretamente l’ingresso delle acque salmastre (oggi arrivate ad oltre 30 km dalla Costa Adriatica nel ferrarese e in Provincia Di Rovigo) ed evitando potenziali danni irreversibili ad agricoltura locale, habitat e biodiversità.

Per queste ragioni oggi servirebbe un prelievo sull’acqua precedentemente disponibile pari al 20% per poter equilibrare tutti gli utilizzi, proseguire l’attività irrigua e salvaguardare le zone più in sofferenza.

Cos’è il cuneo salino

Altro non è che la risalita dell’acqua salata del mare verso l’entroterra, in questo caso nei territori del Delta del Po. Si tratta di un fenomeno naturale che può attivarsi nel momento in cui la portata di un fiume non è in grado di contrastare la risalita del mare, che in questo modo si insinua nel corso. L’acqua dolce, più leggera, resta nella parte superficiale della colonna d’acqua e schiaccia l’acqua salata in basso.

Tutto ciò ovviamente ha conseguenze gravissime sulle coltivazioni, sulla biodiversità e sul settore idroelettrico. La presenza di acqua marina nei corsi d’acqua dolce comporta infatti l’interruzione delle irrigazioni per l’agricoltura, la salinizzazione delle falde e l’inaridimento delle zone litoranee con successive micro-desertificazioni. Un quadro già complesso cui si deve poi aggiungere la difficoltà di approvvigionamento dagli acquedotti (le centrali di potabilizzazione non sono in grado di desalinizzare l’acqua) e le modifiche delle caratteristiche biologiche dei fiumi, con gravi conseguenze per flora e fauna.

Fonte: Autorità Distrettuale del Fiume Po

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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