Piscine, palestre, calcio e pallavolo: le nuove regole per gli sport e dove serve il Green pass

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Palestre, nuoto o calcetto: finita l’estate, torna il nodo di chi può frequentare cosa e delle regole che serve seguire per poter accedere alle varie strutture sportive. Oltre alle misure di base, in molti punti sarà strettamente necessario il possesso della Certificazione verde, il ben più noto Green pass. Ma dove serve nello specifico?

Secondo quanto disposto dal decreto legge del 23 luglio, l’obbligo di Green pass si ha in piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, limitatamente alle attività al chiuso.

Green pass per over 12 e accompagnatori (genitori, nonni, babysitter)

L’obbligo è già in vigore dal 6 agosto scorso ed è valido dai 12 anni in su (ma sempre per i genitori o tutori che accompagnino).

Leggi anche: Green pass: tutti i luoghi dove sarà obbligatorio da oggi (6 agosto 2021) 

Palestre e piscine

Oltre alla Certificazione – che non vale solo per la sala macchine ma per tutti quegli sport che si svolgono in palestra o in corsia, come la danza, il judo, la ginnastica, lo yoga, l’acquagym o lo spinning, dentro e fuori dall’acqua – ovviamente sarà necessario sempre rispettare misure come:

  • misurazione della temperatura all’ingresso degli impianti
  • obbligo di mascherina nei locali chiusi e negli spogliatoi e tra un esercizio e l’altro
  • due metri di distanza da ogni altro atleta mentre ci si allena e 7 metri quadrati per ogni nuotatore in vasca

Calcio

Oltre alle regole base, la Figc prevede tampone facoltativo per il calcio dilettantistico (fino alla promozione) e per le giovanili fino al livello regionale, tampone obbligatorio a prescindere dal green pass per le giovanili nazionali “o comunque riconosciute di preminente interesse nazionale”.

Sport all’aperto

All’aperto il Green pass non è obbligatorio, ma in parecchi impianti sportivi viene richiesto anche se ci sono piscine  scoperte o gli allenamenti si svolgono in solitaria. Se si desidera fruire esclusivamente delle zone esterne, come piscine all’aperto e solarium, campi di padel, di tennis, di calcetto, si potrà chiedere di compilare una specifica autocertificazione che consentirà di accedere solo in quelle aree, ferma restando l’impossibilità di accedere agli spogliatoi o al bar.

Pallavolo

Tra le novità più importanti delle linee guida della Fipav (qui il testo integrale), con i nuovi protocolli per la ripresa di tutte le attività, partendo dall’alto livello per arrivare fino ai campionati giovanili, al Beach Volley e al Sitting Volley, c’è  l’obbligatorietà del Green Pass, che dovrà essere verificato dal Covid Manager: tutti coloro che avranno accesso agli impianti di gioco dovranno essere quindi completamente vaccinati o vaccinati con la prima dose da almeno 15 giorni, o in alternativa disporre di tampone molecolare o rapido negativo effettuato nelle ultime 48 ore.

Gli eventi sportivi

Quanto alla partecipazione del pubblico agli eventi e alle competizioni di livello agonistico organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva o da organismi sportivi internazionali sia agli eventi e le competizioni sportivi diversi da quelli citati si applicano le seguenti prescrizioni:

  • in zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore 50% di quella massima autorizzata all’aperto e al 25% al chiuso
  • in zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso.

Regole generali sul Green Pass

Oltre a piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, il decreto stabilisce che si potrà accedere ad alcuni servizi ed attività solo se si è in possesso di certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 (validità 9 mesi) o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi) o della effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore), per:

  • servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • spettacoli aperti al pubblico
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre
  • sagre e fiere, convegni e congressi
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • concorsi pubblici

Infine, ricordatevi che l’obbligatorietà della Certificazione verde è prevista anche nelle zone gialla, arancione e rossa – laddove i servizi e le attività siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone – e che non è richiesta ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

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Fonte: Gazzetta Ufficiale

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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