In memoria di Zohra, domestica di 8 anni picchiata e uccisa per aver liberato due pappagalli

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In memoria di Zohra Shah, 24 Mazo 2012 – 1 June 2020

Aveva solo 8 anni, ma neanche la sua giovane età era bastata a salvarla. La piccola Zohra Shah fu uccisa in Pakistan il primo giugno del 2020  per aver liberato due costosi pappagalli dalla gabbia. La bambina si trovava a casa di una famiglia benestante, per cui lavorava.

E lì ha trovato la morte. Forse era stato un errore, o forse voleva vedere quegli uccellini liberi.

Una vicenda che indignò il mondo per l’inaudita crudeltà, e che vogliamo ricordare per non dimenticarla mai. La diffusa povertà in Pakistan costringe molte famiglie a mettere al lavoro i propri figli, anche come aiutanti domestici fin dalla più tenera età, questa era stata anche la sorte di Zohra, che lavorava come domestica in un ricco quartiere di Rawalpindi, la quarta città del Pakistan.

Qualche mese prima Zohra aveva iniziato a lavorare per la famiglia di Hasan Siddiqui e sua moglie Umm Kulsoom. Ma l’uomo poi confessò alla polizia che la moglie aveva picchiato Zohra perché la bambina aveva liberato i loro pappagalli.

La ragazza veniva da Muzaffargarh, un distretto nel Punjab meridionale, situati a circa 580 chilometri dalla capitale Islamabad. La famiglia l’aveva mandata a vivere e lavorare per la coppia per ricevere una buona educazione, ma purtroppo invece trovò la morte.

La coppia arrestata, confessò dopo pochi giorni il crimine.

“Siddiqui ha preso a calci la ragazza, c’erano lividi su tutto il suo corpo e stava sanguinando”, disse l’agente di polizia Mukhtar Ahmed, che aveva indagato sul caso.

Dopo aver commesso la violenza, i due avevano portato la piccola al Begum Akhtar Rukhsana Memorial Hospital, dove il personale ha confermato segni di violenza, ma la bambina non morì a causa delle gravi ferite.

Il brutale omicidio aveva suscitato l’indignazione generale su Twitter. Tutti si mobilitarono per chiedere giustizia per la povera Zohra. 

 

L’Organizzazione internazionale del lavoro stima che ci siano almeno 8,5 milioni di lavoratori domestici in Pakistan, molti dei quali sono donne o bambini. La difficile situazione di decine di migliaia di bambini lavoratori nel paese è allarmante. Vengono assunti attraverso i loro genitori su base annuale o mensile e la violenza contro di loro è comune. A gennaio dell’anno scorso, Uzma, 16 anni, è stata assassinata nella città orientale di Lahore dai datori di lavoro perché mangiava il loro cibo.

Nel 2019, l’Assemblea del Punjab ha approvato il Punjab Domestic Workers Act per regolare il lavoro domestico e registrare i dipendenti ma purtroppo ciò non basta a evitare brutali omicidi come quello di Zohra.

“Ancora un gran numero di domestici nel Punjab non è registrato, fa un lavoro non retribuito e i bambini vengono torturati a morte”, ha detto Arooma Shahzad, segretario generale dell’Unione dei lavoratori domestici.

In memoria di Zora, noi non ti dimetichiamo!

Fonti di riferimento: National, Justgiving

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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