Turbanti miracolosi: i meravigliosi copricapo creati dalle detenute di San Vittore per le donne in chemioterapia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Tumori, in un momento particolare della propria vita può anche nascere una solida alleanza tra donne:  è il caso delle detenute di San Vittore che creano dei copricapo colorati per le donne in chemioterapia. Sono i “Turbanti miracolosi”, confezionati dalla sartoria del penitenziario femminile milanese per coloro che stanno affrontando il delicato e devastante processo chemioterapico.

A presentarli è la Onlus GO5 – per mano con le donne, un’organizzazione di volontariato nata nel 2017 all’Istituto nazionale tumori di Milano per le donne colpite da neoplasie ginecologiche e che in questi giorni ha lanciato il progetto “La vita sotto il turbante”, nato grazie alla collaborazione con la Cooperativa Alice – Sartoria San Vittore, da anni presente all’interno del carcere per avviare le detenute a una professione o per far loro svolgere lavori sartoriali retribuiti.

Fu circa un anno fa che la stilista di Sartoria SanVittore, Rosita Onofri, studiò un modello semplice e innovativo, costruito con tessuti naturali e abbinati a stoffe colorate provenienti da India, Marocco, Mauritania. Oggi, si forgiano modelli estivi e invernali: le detenute realizzano capi che saranno disponibili dietro una donazione, allo scopo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica per la diagnosi precoce del tumore ovarico.

“Un rettangolo di tessuto, pochi movimenti precisi e sicuri e… voilà, il gioco è fatto! Avremo la testa coperta dal nostro, personalissimo turbante, diverso da quello di qualsiasi altra, proprio perché fatto da noi. E allora non ci stupiremo se riceveremo addirittura dei bei compimenti, per come portiamo con disinvoltura il nostro turbante”, si legge sul sito.

Un’idea semplice che può fare molto contro quello stigma visibile legato alla chemioterapia e che trascina molte donne in ansie e stress. Nello stesso tempo, commissionando i turbanti a Sartoria SanVittore si potrà offrire lavoro a coloro che, pur lontane da casa, con il loro stipendio cercano di sostenere il bilancio familiare.

Il ricavato della vendita di questi turbanti, infine, al netto delle spese e del contributo alla cooperativa Alice, sarà interamente devoluto a un progetto di Ricerca attivo presso il reparto di Ginecologia Oncologica dell’Istituto dei Tumori.

Leggi anche:

Questo casco non fa cadere i capelli alle donne in chemioterapia
Mamma Beer: la birra pensata per le donne sottoposte a chemioterapia
Olio di Emu per proteggere l’intestino anche dalla chemioterapia

Germana Carillo
Foto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
ABenergie

Come scegliere e valutare il tuo gestore di energia luce e gas. Scarica la guida

ECS

Ripartire in green: come alberghi e strutture ricettive possono rilanciarsi investendo sul turismo verde

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook