Mamma Beer: la birra pensata per le donne sottoposte a chemioterapia

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Alcuni medicinali usati in chemioterapia modificano il gusto dei cibi, ma un gruppo di sostegno di Praga ha inventato una nuova bevanda...

Una birra analcolica per i pazienti di chemioterapia. Molti sono purtroppo gli effetti collaterali di un trattamento chemioterapico: stanchezza, disturbi digestivi, inappetenza, solo per dirne alcuni. Come se non bastasse, inoltre, alcuni medicinali usati modificano il gusto dei cibi, che può risultare più salato, amaro o metallico.

Ecco allora che un gruppo di sostegno del cancro di Praga ha inventato una birra priva di alcol chiamata Mamma Beer, significativamente meno amara della normale birra.

La chemioterapia ha molti sgradevoli effetti collaterali e uno che i pazienti spesso trovano particolarmente frustrante è proprio la disgeusia, una vera e propria alterazione dei sapori. Ebbene, Mamma Beer è stata creata proprio per aiutare, soprattutto le pazienti malate di cancro al seno, a superare i sintomi della disgeusia e ritrovare anche la volontà di mangiare.

Il suo profilo aromatico è stato infatti progettato per renderla buona per chi è sottoposto a chemioterapia, ma oltre al suo ottimo gusto, la birra contiene anche una serie di vitamine e minerali utili ad affrontare l’intero trattamento.

Abbiamo pensato che sarebbe stato grandioso sviluppare una birra specifica per le donne sottoposte a chemioterapia che abbia tutte le vitamine e le sostanze nutritive, ma non ha alcool ed è resa più dolce”, spiegano Jana Drexlerova, CEO del gruppo di sostegno al cancro al seno di Praga, e Tereza Sverakova (entrambe sopravvissute al tumore al seno) che hanno sviluppato l’idea di una bevanda più appetibile.

mamma beer

Finora, la birra è stata servita a numerosi spettacoli di birra e cibo, nei reparti di oncologia e nelle farmacie della Repubblica Ceca, mentre non si parla per ora di una possibile vendita al di fuori dei confini cechi.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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