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45 anni fa il terribile #terremoto che distrusse il Friuli, una ferita indimenticabile e ancora aperta

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Ogni anno, il 6 maggio, si riapre un’enorme ferita per gli abitanti del Friuli-Venezia Giulia. Sono passati 45 anni da quando la Regione fu colpita da un terribile terremoto, che provocò quasi mille morti e 80mila sfollati. Intorno alle 21, per circa 60 interminabili secondi, la terra tremò, radendo al suolo decine di comuni. La scossa di magnitudo 6.5 della scala Richter, considerata il quinto sisma più devastante in assoluto per l’Italia, fu avvertita persino a Roma. E a distanza di quasi 50 anni, i cittadini friulani ricordano quella drammatica pagina di storia sui social per tenere viva la memoria, ma anche per esprimere la gratitudine per la solidarietà arrivata da ogni parte del Paese in quel momento di difficoltà e dolore. 

Il Friuli ringrazia e non dimentica

“C’è un prima ed un dopo il sisma del ‘76″–  scrive su Facebook Roberto Revelant, il sindaco di Gemona del Friuli, epicentro del sisma. – Oggi ricordiamo le vittime di quel catastrofico terremoto, non dimenticandoci nemmeno di quello che è accaduto dopo: i soccorsi, la solidarietà e la ricostruzione. I Friulani hanno sempre dimostrato di saper trovare la forza di reagire e ripartire anche quando viene a mancare ogni certezza. Il nostro compito è di trasmettere ai nostri figli ed ai nostri nipoti tale eredità. Solo così nessuno sarà mai dimenticato ed onoreremo lo straordinario lavoro di chi ci ha preceduto.”

Anche l’Esercito Italiano ha voluto ricordare il dramma, ma anche il prezioso impegno dei militari:

Ma sono davvero tantissimi i post apparsi oggi sui social in memoria di quel terribile 6 maggio del 1976. E nonostante il dolore, per i friulani c’è spazio per la gratitudine per i soccorsi e la solidarietà ricevuti: 

Fonte: Facebook/Twitter

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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