Douglas Tompkins, la storia del miliardario di North Face che ha venduto tutto per salvare la Patagonia

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Imprenditore miliardario, ma anche convinto ambientalista che ha dedicato buona parte della sua vita alla  salvaguardia della biodiversità. Parliamo di Douglas Tompkins, fondatore di North Face ed Esprit, il magnate è morto in un incidente in kayak in Cile nel 2015, ma il suo nome continua ad essere legato alla conservazione della natura.

Ha creato il marchio di attrezzatura da montagna, che lo ha reso miliardario, eppure Tompkins ad un certo punto, ha deciso visto il danno che l’industria stava causando all’ambiente, di invertire la rotta e lanciare dei progetti di conservazione delle foreste in Sud America. Venduta la quota di Esprit, negli anni Ottanta si concentra solo sulla difesa della natura.

In Cile acquista 400 ettari di terreno e insieme alla moglie Kris pianifica il suo progetto, non senza ricevere forti accuse come quella di aver comprato la zona solo per sotterrare scorie nucleari americane. Tutte illazioni, visto che di recente proprio la vedova di Tompkins ha donato tutti gli ettari al governo del Cile per preservare la biodiversità e creare così cinque nuovi parchi nazionali.
D’altronde, boschi, fiumi e foreste erano sempre al centro dei pensieri del magnate ispirato anche dalla lettura del libro Deep Ecology: living as if nature mattered. Così, come dicevamo, negli anni Ottanta decise proprio di cambiare vita e allontanarsi dal business che stava lentamente distruggendo la biodiversità. Da miliardario ha reinvestito quindi i suoi soldi convinto di avere un debito con la natura.

Nato in Ohio e cresciuto a New York, il magnate non ha mai ostentato la sua ricchezza, non gli piacevano i lussi e pur possedendo un impero, viveva con la moglie come un normale cittadino o meglio come un amante della vita all’aperto, della montagna, degli sci. A 23 anni fonda la sua compagnia, la The North Face. Una società prima specializzata nella vendita di sacchi a pelo, zaini, tende e attrezzature da campeggio e poi anche, di abbigliamento. Gli affari vanno alle stelle, ma niente rende più felice Tompkins delle sue montagne, delle vibrazioni delle foreste e dei fiumi.

Dopo un viaggio in Patagonia si innamora di quei luoghi. Così nel 1990, si trasferisce e crea la Deep Ecology Foundation – con il desiderio di sensibilizzare sulla conservazione delle risorse naturali – e nel 1992 la Conservation Land Trust, un’altra ong, per proteggere proprio la Patagonia. Acquista così, migliaia di ettari nel sud del Cile ‘per tenerli al sicuro’ e inizia la sua campagna di sensibilizzazione anche nei confronti delle altre aziende.

Una bella storia di riscatto, perché non è mai troppo tardi per cambiare e grazie a Tompkins, un uomo che ha lottato una vita per salvare il Cile dai latifondisti e dalle speculazioni, riutilizzando buona parte del denaro accumulato per restituire alla natura il maltolto.

Fonti: Deep Ecology Foundation,  Outside, The Atlantic

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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