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Cacciatore sbaglia mira e colpisce un papà con un neonato in braccio in un giardino privato

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Tragedia sfiorata in Veneto, dove un papà che teneva in braccio il suo bambino di appena quattro mesi è stato colpito nel suo giardino privato da un cacciatore che stava tentando di sparare a una lepre. L’uomo ha riportato lesioni al naso e allo zigomo, mentre il piccolo una lieve ferita al petto. Uno spaventoso incidente che avrebbe potuto avere un finale ben più drammatico. 

Il grave episodio è avvenuto la scorsa domenica a Fossalta di Piave, un paesino tra Venezia e Treviso. L’uomo si trovava nella sua villetta in compagnia del piccolo e stava prendendo un po’ d’aria in giardino dopo pranzo, quando all’improvviso è stato colpito da un cacciatore, intento a colpire una lepre, in compagnia di un altro cacciatore. Udito il forte rumore dello sparo, anche la moglie è accorsa in giardino per vedere cosa fosse successo, che ha subito chiamato il 118. Sul posto sono giunti i Carabinieri che hanno identificato l’uomo, mentre la coppia ha sporto denuncia e si è rivolta a un avvocato. 

Sul caso sono in corso le indagini per accertare il punto preciso da cui sono partiti i colpi di fucile e per capire se i due uomini stessero cacciando in un raggio in cui è vietato.

Basta incidenti! La caccia è un serio problema di sicurezza pubblica 

Sull’incidente sono intervenuti anche Andrea Zanoni e Francesca Zottis, consiglieri regionali del Partito Democratico, commentando: 

“Non riusciamo a comprendere come si possa fuggire, omettendo il soccorso, dopo un episodio del genere; è inquietante sapere che per qualcuno è una cosa del tutto normale. Nel Piano faunistico venatorio di prossima approvazione presenteremo una serie di emendamenti che prevedono sanzioni e provvedimenti disciplinari durissimi per chi spara vicino alle case; dobbiamo scoraggiare certi comportamenti che possono finire in tragedia.

È inammissibile pensare di essere colpiti nel proprio giardino e rischiare di morire in questo modo. Soltanto qualche giorno fa un caso simile si è verificato a Carverzere, in provincia di Venezia, dove in un giardino privato un cane è stato ammazzato (questa volta volontariamente) a colpi di fucile da un cacciatore, sotto gli occhi atterriti della sua proprietaria. 

Quello avvenuto domenica è soltanto l’ennesima vicenda che conferma che la caccia non è soltanto una grave minaccia per la fauna, ma un serio problema di sicurezza pubblica!

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Fonti: Oggitreviso/Prima Venezia

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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