Se non riesci a cancellare vecchie mail e foto, sei un accumulatore seriale digitale

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Accumulatori seriali, lo si è anche nella vita digitale. Se eliminare mail e foto ci crea un forte disagio e non riusciamo a farlo, siamo affetti dal cosiddetto “digital hoarding”.

Non neghiamolo. Nella nostra casella di posta elettronica ci sono migliaia di mail non lette, innumerevoli foto, anche molto simili tra loro, di cui non riusciamo a disfarci, a discapito della memoria dello smartphone che è costantemente piena.

È il digital hoarding, un problema sempre più comune soprattutto nella fascia età che va dai 20 ai 30 anni. Lo rivela uno studio condotto da due ricercatori della Monash University, in Australia, secondo cui accumulare foto e mail e provare stress per il fatto di non riuscire a liberarsene è una vera e propria malattia.

Così come nel mondo reale, anche in quello digitale ci sono gli accumulatori compulsivi. Il prof. Darshana Sedera e il coautore Sachithra Lokuge hanno cercato di saperne di più e hanno esaminato circa 850 persone, sottoponendole a questionari simili a quelli utilizzati per diagnosticare gli accumulatori compulsivi. I ricercatori hanno cercato così di rilevare il livello di stress provocato dal pensiero di dover cancellare dei contenuti digitali.

Lo studio, presentato di recente in occasione dell’International Conference on Information Systems di San Francisco, ha permesso di scoprire il collegamento tra comportamenti tipici di chi accumula contenuti digitali e livelli di stress elevati.

Secondo gli scienziati, il disordine tipico degli accumulatori seriali può rendere difficile loro prendere decisioni e risolvere problemi emotivi come il dolore e l’ansia.

“Nello spazio digitale, inconsapevolmente o consapevolmente, ci troviamo tutti in uno stato di stress” ha detto Sedera.

Inquietante ma innegabile…

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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