Tritordeum, il cereale spagnolo coltivato in Puglia che fa bene al colon secondo lo studio italiano

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Un recente studio italiano ha dimostrato i benefici del Tritordeum nell'alimentazione per trattare i disturbi gastrointestinali

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Originario della Spagna, ma coltivato anche nella nostra Italia, il Tritordeum è un cereale mediterraneo ibrido nato dall’incrocio tra il grano duro Triticum durum e l’orzo selvatico Hordeum chilense che si sta diffondendo sempre più sulle tavole degli italiani non solo perché parte dell’economia circolare, ma per le tante proprietà nutrizionali che contiene. Questo cereale non è infatti un organismo geneticamente modificato, ma ha un alto contenuto di fibre, proteine ed antiossidanti.

Tra i benefici, questo grano ibrido sarebbe particolarmente efficace nel trattare la sindrome del colon irritabile e a rivelarlo è l’Unità di ricerca sui disturbi funzionali gastrointestinali dell’IRCCS De Bellis di Castellana Grotte, Bari che ha condotto uno studio coordinato dal dottor Francesco Russo e pubblicato sul giornale Frontiers in Nutrition della US National Library of Medicine National Institutes of Health. 

Lo studio pilota è stato condotto dal gennaio 2018 al settembre 2020 ed ha osservato dei pazienti di età compresa tra i 18 ed i 65 anni con problemi gastrointestinali che hanno seguito per 12 settimane una dieta con alimenti a base di Tritordeum (pane, pasta e altri prodotti da forno) al posto di altri cereali. Dalle analisi a cui i pazienti sono stati sottoposti, si è evidenziato un spiccato miglioramento delle loro condizioni cliniche.

I risultati di questa alimentazione, senza l’utilizzo di alcun farmaco o integratore sono stati una significativa riduzione della sintomatologia, un miglioramento complessivo della barriera gastrointestinale come dimostrato dalla diminuzione dell’infiammazione della mucosa intestinale e dalla correzione dello squilibrio della flora batterica in senso fermentativo”

ha spiegato il prof. Russo.

Il Tritordeum ha la caratteristica unica di possedere una composizione proteica del glutine diversa da quella del frumento classico, con livelli di gliadine significativamente più bassi, meno carboidrati, ma un contenuto più elevato di proteine, fibre alimentari e antiossidanti. Oltre ad essere più sostenibile in filiera, questo cereale offre una grande versatilità nella produzione di dolci, pane e bevande vegetali. La sua coltivazione si è diffusa dalla Spagna al Portogallo e da un po’ è arrivata anche da noi in Puglia.

Fonte: Frontiers in Nutrition

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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