Damiano David, quel “grazie” alla sua fidanzata che dovrebbe farci parlare di vulvodinia (tutti i giorni)

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Non è un giro immenso e il collegamento c'è. Un post di Damiano dopo la sua esibizione a Sanremo e il suo amore per Giorgia ci riconducono inevitabilmente a trattare un argomento che per molti ancora è sconosciuto: la vulvodinia

Non è una storia a lieto fine e quella Coreline lì probabilmente non vedrà mai la serenità che ha tanto cercato. Scuote le anime e incolla occhi e orecchie, il brano che i Maneskin hanno riproposto una settimana fa sul palco di Sanremo. Non è nuovo – la traccia è inserita nel disco Teatro d’ira – Vol. I, uscito lo scorso anno – ma le lacrime di Damiano a fine pezzo sono ancora autentiche e impresse nella mente, come a dire che le cose belle e potenti hanno un senso. Sempre.

E questo senso ce lo ha voluto in qualche modo offrire ancora una volta lo stesso Damiano, con alcune sue parole che noi oggi accogliamo al volo per porre ancora una volta l’accento su una patologia, la vulvodinia, e sull’urgenza di chi ne soffre di avere ascolto e riparo.

Che collegamento c’è?

La Vulvodinia, ovvero la patologia “allontana-marito”

È stata troppe volte parafrasata proprio così la vulvodinia, che è in realtà una malattia terribilmente silenziosa, proprio come accade con l’endometriosi.

Per vederne riconosciuta l’esistenza e l’invalidità che comporta, l’universo femminile deve compiere un’altra estenuante lotta.

Estenuante lotta che deve combattere, tra le altre migliaia di donne (in Italia colpisce circa il 15% delle donne in età fertile), anche Giorgia Soleri, compagna di Damiano David.

A lei il frontman dei Maneskin ha dedicato un post dopo l’esibizione con Coraline come super ospite a Sanremo.

Grazie a te Giorgia che me l’hai fatta scrivere e vivere.

Coraline e Giorgia non sono la stessa persona e quella tra le note non è la storia di Giorgia, ma entrambe sono figure necessarie per leggere meglio la realtà.

Proprio la Sileri, infatti, donna combattiva, parla spesso della sua vulvodinia e di endometriosi e si batte da tempo perché venga riconosciuta e diagnosticata. Giorgia infatti ci ha convissuto per anni, senza essere capita e creduta dai medici (seguite il suo profilo per saperne di più).

Cos’è la vulvodinia e diagnosi

Si tratta di una “malattia” descritta come bruciore o dolore persistente all’ingresso della vagina e nella zona che la circonda, la vulva, senza che sia presente un segno o una lesione visibile che lo giustifichi. Può colpire donne di tutte le età, dall’adolescenza alla menopausa, e riguarda circa il 12-15% delle donne in età fertile.

Purtroppo, la vulvodinia viene diagnosticata spesso con grande ritardo e quindi non essere curata per anni, perché sottostimata e addirittura bollata – ancora oggi – come malattia “psicosomatica”. È possibile confermare la presenza di vulvodinia solo dopo aver escluso altre possibili cause del dolore quali, ad esempio, un’infiammazione o un’infezione vulvo vaginale che, al contrario della vulvodinia, causano segni e lesioni visibili, ma anche herpes genitalisfibromialgia (una malattia del sistema immunitario che causa dolori muscolari, nervosi e tendinei) e altre patologie.

Escluso tutto, ad accertare la diagnosi di vulvodinia sarà lo swab test, con il quale il medico esercitando con un cotton fioc una modica pressione/sfregamento sui vari quadranti della vulva, ricerca punti dolorabili (allodinia) con uno stimolo che normalmente sarebbe innocuo e che non provocherebbe alcun tipo di sensazione dolorosa in zona vulvare.

L’amore di Damiano

Sembrava un panegirico ma non lo è.

Il giro lo abbiamo fatto, certo, partendo da Sanremo e finendo di parlare di vulvodinia. Ma il giro aveva esattamente questo scopo, parlare di vulvodinia. Della forza che ci vuole per abbattere ogni pregiudizio. E del coraggio che deve avere chi sta accanto a chi ne soffre.

Dell’empatia, della pazienza. Dell’amore.

Combattere contro un male che sembra invisibile non è possibile da soli. Non è assolutamente possibile. E Damiano David, personaggio pubblico che si sta mettendo in gioco, dà proprio quello di cui si ha bisogno: sostegno e comprensione.

QUI puoi leggere tutto sulla vulvodinia.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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