Oli minerali nel cibo: finalmente l’Ue fissa dei limiti per i Moah e con effetto immediato (ma non sono vincolanti)

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Il comitato PAFF dell'Ue ha fissato per la prima volta dei limiti massimi di quantificazione (LOQ) per gli oli minerali aromatici (MOAH) presenti negli alimenti. Le nuove regole sono ad effetto immediato ma non vincolanti, ovvero saranno gli Stati membri a decidere se applicarle

Tracce di idrocarburi aromatici degli oli minerali (Moah) si trovano in diversi cibi che consumiamo quotidianamente e noi di greenMe sottolineiamo la loro “scomoda” presenza già da anni, in occasione di ogni nuovo test che li trova puntualmente un po’ dappertutto: dal latte formulato all’olio extravergine, dalle creme spalmabili ai biscotti, dai dadi da brodo alla margarina per finire con i vegan burger (e questi sono solo alcuni esempi).

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Perché tanta attenzione sui Moah? Questo gruppo di sostanze include anche composti cancerogeni che possono arrivare a contaminare il cibo in modi differenti. Come sottolinea sempre ÖkoTest nelle sue indagini, gli idrocarburi nel cibo possono provenire, ad esempio, da materie prime ma anche da macchinari per la lavorazione e produzione degli alimenti, dove spesso si utilizzano lubrificanti.

In seguito ai risultati dei test che segnalano tracce di queste sostanze nel cibo, i produttori si sono sempre difesi facendosi scudo del fatto che l’Europa non aveva mai fissato dei limiti sulla presenza di Moah negli alimenti. Ma il vento ora – finalmente – è cambiato.

Il Comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (comitato PAFF) dell’Ue ha convenuto di limitare gli oli minerali in tutti i prodotti alimentari. Nella riunione del 21 aprile, il PAFF ha deciso di fissare limiti massimi di quantificazione (LOQ) per gli oli minerali aromatici (MOAH), che sono potenzialmente cancerogeni e genotossici. E, cosa strana, l’ha fatto con effetto immediato, ovvero senza dare il tempo ai produttori di adeguarsi.

Come però segnala FoodWatch, organizzazione indipendente tra le più attive nel combattere la presenza di oli minerali negli alimenti:

I limiti hanno effetto immediato, ma non sono ancora giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono decidere se applicare i nuovi requisiti. 

In pratica, tutti i prodotti alimentari in Europa devono ora rispettare i nuovi limiti per i Moah e se i vari Stati applicheranno alla lettera la norma, quelli non conformi potrebbero essere ritirati dal mercato. Ma questo dipenderà appunto dal rigore dimostrato dai vari Stati membri nel far rispettare i nuovi requisiti.

I nuovi limiti non riguardano invece un’altra categoria controversa di oli minerali, i Mosh.

I limiti fissati per i Moah negli alimenti

I nuovi limiti fissati dall’Ue sono i seguenti:

  • Per gli alimenti secchi con un basso contenuto di grassi/olio pari o inferiore al 4%, sono ammessi 0,5 mg/kg di MOAH
  • Per gli alimenti con un contenuto di grassi/olio superiore al 4%, è consentito 1 mg/kg di MOAH
  • 2 mg/kg di MOAH sono consentiti per grassi e oli

Nonostante il deciso passo avanti dell’Europa nel limitare la presenza dei Moah negli alimenti, Foodwatch non si ritiene ancora soddisfatta e ha fatto sapere che:

La dichiarazione pubblicata dal comitato PAFF in cui la Commissione e gli Stati membri hanno deciso di portare avanti la decisione prima della valutazione del rischio aggiornata dell’EFSA, è un passo nella giusta direzione. Ma il passo successivo deve essere quello di stabilire un regolamento vincolante per garantire che nessun MOAH sia rilevabile in nessun alimento nell’UE.

Matthias Wolfschmidt di Foodwatch International ha dichiarato:

Ciò non è ancora sufficiente per tutelare pienamente i consumatori europei. Seguiremo da vicino la valutazione del rischio dell’EFSA per vedere se fa un passo avanti rispetto alla dichiarazione: non dovrebbero esserci MOAH rilevabili in nessun prodotto alimentare nell’Unione europea. Di contaminanti cancerogeni anche una piccola quantità è troppa. Esiste una tecnologia per rilevare anche bassi livelli di MOAH: se vengono rilevati, il cibo deve essere tolto dagli scaffali.

L’organizzazione ha sottolineato in particolare che il limite di 2 mg negli oli vegetali è troppo alto.

Anche se è vero che i limiti sono stati fissati, e con effetto immediato, lo scenario potrebbe cambiare e i limiti variare con l’arrivo del parere dell’Efsa, atteso per la fine del 2022.

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Fonte: PAFFFoodWatch

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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