Olio di girasole: in tutti tracce di idrocarburi e Mosh. Buoni Lidl e Rapuntzel, Thomy Nestlè tra le peggiori del test tedesco

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Un test condotto su diverse marche di olio di girasole ha notato una contaminazione diffusa con oli minerali

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L’olio di girasole si utilizza in diverse ricette e spesso è anche una delle opzioni per chi deve preparare una frittura. Un nuovo test ha analizzato diverse marche di questa varietà di olio, sia raffinato che spremuto a freddo, per individuare al loro interno l’eventuale presenza di sostanze discutibili.

La rivista Öko-Test ha analizzato e confrontato 21 marche di olio di girasole (9 prodotti raffinati e 12 spremuti a freddo), tipiche del mercato tedesco, ma alcune presenti anche in Italia. All’interno delle bottiglie i tecnici di laboratorio sono andati a caccia di sostanze controverse come tracce di oli minerali, possibili ingredienti cancerogeni e tossine della muffa.

I risultati

Tutti gli oli sono risultati contaminati da tracce di oli minerali, generalmente al di sotto dei limiti (solo due prodotti hanno livelli  “notevolmente aumentati” secondo gli esperti della rivista). Il laboratorio incaricato  ha infatti rilevato idrocarburi saturi di olio minerale (MOSH) in tutti i prodotti testati.

Scrive Öko-Test:

I MOSH sono preoccupanti perché si accumulano in organi come il fegato. Non è ancora chiaro se e come ciò influenzerà la salute a lungo termine. Non esiste attualmente alcun limite legale per MOSH. 

Trovati poi in due prodotti (l’olio Dennree spremuto a freddo e l’olio di girasole biologico Gut) idrocarburi policiclici aromatici (IPA).  Tra l’altro il laboratorio ha rilevato la sostanza cancerogena benzo(a)pirene in entrambi i prodotti.

Gli IPA possono essere assorbiti attraverso il cibo, le vie respiratorie e la pelle. Queste sostanze entrano nel cibo, tra le altre cose, attraverso il fumo e i gas di scarico. Nel caso dell’olio di girasole, la contaminazione potrebbe essere avvenuta prima che i semi di girasole fossero essiccati, nel momento in cui venivano pressati.

Anche qui, come nel caso del test sui concentrati di pomodoro e sulla passata di pomodoro, si evidenzia il problema della presenza di una tossina della muffa trovata in un olio di girasole biologico.  Si tratta in questo caso dell’alternariol monometiletere (AME). Negli studi sulle cellule, l’AME ha danneggiato il corredo genetico.

Dato che non esiste ancora un valore limite legale per questa sostanza, la valutazione degli esperti tedeschi si è basata su una proposta della Commissione Europea per un valore guida che le aziende possono accettare o meno (proprio in quanto “guida” e non obbligo di legge). In base a quei limiti, l’olio incriminato (l’olio di girasole biologico spremuto a freddo Dm)  non supera il test.

Gli oli sono stati valutati anche in base all’analisi sensoriale e tutti avevano odore e sapore quasi completamente neutri, come dovrebbe essere.  Chi più chi meno ma tutti gli oli per questo aspetto hanno ottenuto almeno la sufficienza.

La classifica dell’olio di girasole

Sono 5 gli oli di girasole che escono molto male dal test con un giudizio “scarso” o “insoddisfacente”, tra questi vi sono l’olio di girasole Penny e il Thomy (Nestlé)

olio girasole tabella peggiori test

@Öko-Test

Solo un prodotto ha ottenuto il punteggio massimo “molto buono” (Bio-Planète) e altri 9 sono considerati “buoni”.

olio girasole tabella 2 test

@Öko-Test

olio girasole tabella test

@Öko-Test

Un “soddisfacente” strappano due referenze che troviamo anche in Italia: l’olio di girasole Lidl e quello biologico Rapunzel.

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Fonte: Öko-Test  

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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