Pesto al botulino: era falso allarme

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Sembra rientrato l’allarme botulino scattato qualche giorno fa nel Nord Italia, soprattutto tra Liguria e Piemonte, che aveva portato al ricovero di circa 30 persone e al ritiro da parte di alcuni supermercati di una partita di pesto considerata a rischio.

Decine di controlli sono stati effettuati nel corso di questa settimana, tutti con esito negativo. Spiega all’Adnkronos il vicepresidente e assessore alla Salute della Regione Liguria Claudio Montaldo ha spiegato che dopo i primi risultati ufficiosi delle analisi, anche gli esami effettuati in modo completo sui primi campioni biologici (sangue, feci) e sul lotto di pesto sospetto hanno escluso la presenza della pericolosa tossina.

Falso allarme dunque. Ma i ricoveri? Nulla a che vedere col botulino, per fortuna. Ma la paura è stata tanta. In soli 2 giorno, dopo che le autorità sanitarie avevano lanciato l’allarme e Conad aveva disposto il ritiro del prodotto, circa170 persone si sono presentate negli ospedali di Genova temendo di essere intossicati.

Un segnale tranquillizzante, un fatto positivo” ha detto Montaldo che ricorda “la tempestività con la quale il potenziale pericolo dell’ormai noto lotto 13G03 in scadenza il 9 agosto 2013 è stato segnalato dall’azienda produttrice del pesto e la prontezza con cui hanno operato le autorità sanitarie dell’Asl 3 Genovese, seguendo le procedure previste in questi casi”.

La tossina botulinica è una proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Si tratta della sostanza più tossica finora nota e può provocare la morte, a seguito di insufficienza respiratoria dovuta alla paralisi dei muscoli respiratori.

Anche Ministero della Salute ha confermato che “non è stato rilevato botulino nei prodotti di pesto genovese già ritirati dal mercato dalla ditta produttrice“.

Ecco la lista dei marchi ritirati.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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