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Carni rosse e lavorate, perché vengono servite negli ospedali, persino nei reparti oncologici, se l’OMS le considera cancerogene? La dieta di una persona ricoverata in ospedale dovrebbe favorire il recupero della salute, non ostacolarlo.

Nel 2015 l’OMS ha pubblicato un documento choc in cui ha dichiarato che la carne rossa è probabilmente cancerogena per l'uomo (gruppo 2A) mentre la carne lavorata e trattata è stata classificata ufficialmente come cancerogena (gruppo 1A) su base di prove sufficienti.

Eppure le mense degli ospedali in molti casi continuano a proporre ai pazienti ricoverati proprio questi alimenti, anche più volte alla settimana, quando sono ormai sempre più numerosi gli esperti che suggeriscono di ridurre il consumo di carne rossa e di carni lavorate, anche alla luce di quanto espresso dall’OMS e soprattutto per quanto riguarda i malati oncologici.

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L’ultima puntata di Le Iene, andata in onda domenica 18 dicembre 2016, ha iniziato ad approfondire questo argomento molto delicato con un servizio sull’alimentazione dei malati di tumore.

Sono forti e chiare le parole del professor Franco Berrino: “Evitare le carni lavorate, limitare le carni rosse”.

Berrino consiglia un'alimentazione basata su cereali integrali, legumi, verdure, olio extravergine, noci, nocciole e mandorle per ridurre il rischio delle malattie di cuore e per migliorare la prognosi dei tumori. Inoltre secondo gli esperti bisogna eliminare alcolici, carni rosse e cibi ricchi di grassi saturi per prevenire i tumori.

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I malati oncologici dovrebbero evitare le bibite zuccherate e i succhi di frutta per tenere bassa la glicemia. Ma quanti ospedali rispettano queste regole nei pasti proposti ai pazienti?

Dall’inchiesta purtroppo emerge che nei reparti oncologici degli ospedali pubblici italiani vengono serviti pasti prevalentemente a base di carne, anche se l’alimentazione a base di proteine animali è altamente sconsigliata dal Codice europeo contro il cancro che per i malati oncologici indica di eliminare le carni lavorate e limitare le carni rosse - oltre che di limitare la farina 00 e lo zucchero raffinato che possono andare a nutrire le cellule tunorali.

Secondo uno degli esperti di nutrizione intervistati da Nadia Toffa, 16 porzioni di carne in una settimana per un malato di cancro non sono affatto pericolose. Significa dunque mangiare carne quotidianamente anche più di una volta al giorno. Un vero e proprio controsenso rispetto al parere scientifico espresso dall’OMS.

È risaputo che una sana alimentazione facilita la guarigione e ci aiuta a mantenere la salute, ma in molti ospedali pubblici italiani evidentemente il menù per i pazienti oncologici non viene programmato seguendo le vere esigenze del malato. Una situazione che dovrebbe assolutamente cambiare di fronte a malattie sempre più diffuse come i tumori per i quali la sana alimentazione è una delle prime chiavi per la prevenzione.

Guarda qui il servizio de Le Iene sull’alimentazione dei malati oncologici.

Marta Albè

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