Smartworking: 3 Paesi che hanno introdotto il visto di “nomade digitale” per lavorare a distanza

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Hai mai sentito parlare di “visto nomade digitale”? Sapevi che alcuni paesi nel mondo offrono la possibilità, a chi lavora da remoto, di trasferirsi per un determinato periodo di tempo? Scopriamo di cosa si tratta e quali sono i paesi coinvolti

L’autunno si avvicina e con lui anche le giornate più fredde e piovose. Se tutto ciò ti fa storcere il naso, e rimpiangere le giornate estive, ecco la tua occasione per fuggire verso coste più calde grazie all’introduzione del “visto nomade digitale”.

Ma quali sono i paesi che hanno aderito a questa iniziativa? Proprio in questi giorni sono altri 3 quelli che hanno lanciato un’iniziativa molto simile sulla scia di quelle già intraprese ad esempio da Malta, Costa Rica e Bahamas. In particolare:

Portogallo

Il Portogallo ha annunciato un visto di lavoro progettato specificamente per i lavoratori a distanza, che potrebbe consentire ai “nomadi digitali” di vivere e lavorare nel paese per un massimo di 12 mesi.

Il Portogallo è una meta perfetta: il clima è mite, ha metropoli animate e ricche di cultura, come Lisbona e Porto, ma anche luoghi rilassanti e immersi nella natura come la spiaggia dell’Algarve e la semi tropicale Madeira; il paese è davvero l’ideale per una lunga vacanza di lavoro.

Inoltre, è divenuto da tempo un hub di nomadi digitali, grazie al visto D7; quest’ultimo era originariamente rivolto ai pensionati, ma oggi è divenuto molto popolare anche tra i lavoratori a distanza perché consente a chiunque di vivere e lavorare nel paese, purché guadagni più del salario minimo portoghese – al momento è 822,50 € al mese – e impegnarsi a vivere lì per la maggior parte dell’anno.

Per beneficiare del visto di lavoro a distanza del Portogallo, occorre essere impiegato da una società straniera e provenire da un paese che non è nell’UE o nel SEE.

Malesia

In Malesia, invece, questo visto di lavoro prende il nome di DE Rantau Nomad Pass ed è progettato per attirare le persone che lavorano in remoto e che possono, quindi, vivere ovunque.

Attualmente, i lavoratori a distanza di alcuni paesi possono lavorare in Malesia per un massimo di 90 giorni, ma con le nuove regole si può rimanere fino a 2 anni. Potrai rimanere in Malesia con il pass DE Rantau, infatti, per un massimo di 12 mesi, con la possibilità di estenderlo per altri 12. La tassa iniziale per il visto è di 1.000 ringgit (circa 250 Euro) e se vuoi portare con te eventuali “dipendenti” (coniugi o figli), costeranno 500 ringgit in più (circa 150 euro) ciascuno.

Se vuoi saperne di più, maggiori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale dove è già possibile presentare le domande a partire dal 1 ottobre 2022 compilando questo form

Colombia

Infine, i nomadi digitali possono vivere e lavorare anche in Colombia, dove solitamente è possibile soggiornare solo per 90 giorni, ( rinnovabili per altri 90) e che ha invece esteso fino a due anni la possibilità di vivere nel Paese a patto di rispettare determinati criteri. Per poter usufruire del visto per nomadi digitali in Colombia occorre:

  • un passaporto valido
  • un’assicurazione sanitaria
  • una lettera del datore di lavoro per dimostrare l’occupazione.

Questo nuovo programma di nomadi digitali della Colombia entrerà in vigore il 22 ottobre.

Quindi, non ti resta che scegliere la tua meta preferita, preparare le valigie e goderti il tuo soggiorno di lavoro all’estero!

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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