Smart working, Panini rimborserà 2 euro al giorno di spese ai dipendenti che lavoreranno da casa

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Ai più di 400 lavoratori della storica azienda modenese di figurine viene riconosciuto un contributo di 2 euro per ogni giorno di smart working, come rimborso spese. In barba a quanto pensa Elon Musk, qui da noi c’è qualcuno che valorizza il lavoro da casa. Ma due euro ci sembra comunque una cifra irrisoria

Due euro al giorno a titolo di rimborso spese per ogni giornata di lavoro agile da casa. È quanto prevede il nuovo contratto delle sedi Panini di Modena e Milano.

La storica azienda di figurine fa proprio il principio espresso sindacati secondo cui “i costi dei mezzi di produzione devono restare a carico dell’azienda e non gravare sulle spalle dei dipendenti e che lavorare da casa comporta delle spese aggiuntive come gas e luce” e riconosce così ai suoi dipendenti un contributo per ogni giorno di lavoro da casa.

Un’iniziativa salutata con soddisfazione dai sindacati, che sottolineano come il lavoro agile entri a far parte dell’accordo di secondo livello. Lavorare da casa, infatti, comporta spese aggiuntive, come energia elettrica e gas, ma con il caro bollette che ci attanaglia ormai da mesi, climatizzazione, rete internet, vitto ed elettricità per lavorare da casa rischiamo di pagarli cari e amari.

Con esso si riconosce una nuova organizzazione del lavoro che concilia tempi di vita e lavoro, già sperimentato durante la pandemia – si legge nella nota. Ai lavoratori viene riconosciuto, a titolo di rimborso spese, un contributo di 2 euro per ogni giorno di lavoro agile compiuto. In questo modo – spiegano i sindacati – si recepisce un principio a noi caro, cioè che i i costi dei mezzi di produzione devono restare a carico dell’azienda e non gravare sulle spalle dei lavoratori neanche indirettamente.

Acconto mensile

Una delle novità dell’accordo, è l’acconto mensile del premio di risultato di 250 euro come valore minimo, su un valore massimo che può arrivare a quasi 10 mila euro annui.

L’acconto è stato previsto per aiutare i lavoratori a far fronte all’aumento del costo della vita, inserendo una voce fissa in busta paga su cui fare affidamento nella gestione dei bisogni familiari. Inoltre il valore medio del premio, considerata sia la parte fissa che quella variabile e a parità di andamento economico dell’azienda, è stato aumentato di oltre 450 euro lordi rispetto al valore medio del triennio precedente.

Indennità mensa

Un’altra novità riguarda l’introduzione della possibilità per ciascun dipendente di scegliere a inizio anno se godere dell’indennità mensa di 7 euro giornalieri tramite i servizi convenzionati di mensa diffusa o di beneficiare di un ticket da 6 euro, che verrà riconosciuto anche per le giornate in lavoro agile.

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Fonte: CISL

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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