La Spagna sta per diventare il primo Paese in Europa a concedere 3 giorni di congedo per malattia in caso di mestruazioni dolorose

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Se la bozza della nuova legge sull’aborto andrà avanti, presto la Spagna diventerà il primo Paese occidentale a riconoscere il diritto a un periodo di congedo per malattia fino a tre giorni al mese per coloro che soffrono di forti crampi mestruali. Il provvedimento ha però diviso il Governo perché, anche tra chi riconosce l’esistenza del disturbo, noto in medicina come dismenorrea, c’è chi teme che questo possa generare un motivo in più per discriminare le donne sul lavoro

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La nuova legge sull’aborto in discussione in Spagna è probabilmente destinata a segnare una svolta storica: al suo interno, infatti, una serie di misure mirano anche a salvaguardare il diritto alla salute mestruale con norme pensate ad hoc. Tra le misure previste, infatti, c’è la regolamentazione di un permesso di tre giorni per le donne che dimostrano attraverso un certificato medico di soffrire di periodi molto dolorosi e invalidanti causati dalle mestruazioni.

È la dismenorrea, caratterizzata da dolori o crampi in genere localizzati nel basso ventre, ma spesso da un dolore che si irradia alla parte bassa della schiena e alle cosce. Possono presentarsi anche fitte dolorose, mal di testa, spasmi o crampi e, in alcuni casi, anche vertigini, nausea e diarrea.

Per questa ragione molte associazioni per i diritti delle donne nel mondo del lavoro lavorano da tempo a una bozza di proposta di legge per istituire un vero e proprio “congedo mestruale”, alla stregua, per esempio, di alcune aziende giapponesi che hanno il “seirikyuuka”, il congedo, addirittura già dal 1947.

Il caso della Spagna

Quando il problema non può essere risolto dal punto di vista medico, riteniamo che sia molto sensato che ci sia una disabilità temporanea associata a questo problema. Non stiamo parlando di lievi disagi, ma di sintomi gravi come diarrea, forti mal di testa, febbre, ha spiegato in un’intervista a El Periódico de Catalunya Ángela Rodríguez, Segretario di Stato per l’Uguaglianza e contro la violenza di genere.

I dubbi, però, riguardano ora come si articolerà questo periodo di congedo per malattia, cioè se alle donne che vogliono approfittarne dovrà essere diagnosticato questo disturbo mestruale acuto o se, al contrario, sarà soggetto alla responsabilità individuale di ciascuno. Inoltre, al momento non si sa nemmeno se quei giorni verranno pagati o meno.

Il riconoscimento di un periodo di congedo per questo tipo di malattia sarebbe una novità non solo in Spagna ma anche nell’Unione Europea e nel blocco dei paesi occidentali. Nonostante sia stato per anni un dibattito sul tavolo, e che precedenti esistano da decenni in altre parti del mondo e in alcune aziende private, non c’è nessun altro Paese nell’ambiente europeo con una legislazione simile.

Fino a pochi mesi fa, anche in Spagna la dismenorrea era praticamente un tabù, ma la decisione di due consigli comunali, quello di Girona nel giugno 2021 e quello di Castelló de la Plana nel settembre dello stesso anno, di includere questo diritto nei contratti di lavoro, ha lanciato il dibattito sul piano politico. Entrambi i consigli hanno approvato un permesso per dare alle dipendenti la possibilità di assentarsi dal lavoro per otto ore al mese che potranno poi recuperare nei tre mesi successivi.

Cos’altro prevede la legge sull’aborto spagnola

Il governo spagnolo intende eliminare l’obbligo del permesso genitoriale all’aborto per chi ha 16 e 17 anni, garantendo l’accesso sicuro all’interruzione volontaria di gravidanza negli ospedali pubblici.

Inoltre, la legge prevede la messa a disposizione “di prodotti igienici” nelle scuole come modo per “combattere la cosiddetta povertà mestruale”». La riforma prevede dunque il libero accesso ai prodotti igienici per le donne in situazioni di esclusione e l’eliminazione totale dell’Iva.

Ma in Italia?

Era il lontano 2016 quando alcune deputate Pd presentarono alla Camera una proposta di legge per l’istituzione del congedo per le donne che soffrono di dismenorrea.

Per tale diritto è dovuta un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione giornaliera e i giorni di congedo non possono essere equiparati ad altre cause di assenza dal lavoro, a partire dalla malattia. Il diritto di cui alla presente proposta di legge si applica alle lavoratrici con contratti di lavoro subordinato o parasubordinato, a tempo pieno o parziale, a tempo indeterminato, determinato ovvero a progetto, si legge nella bozza.

La proposta di legge è ancora ferma lì e nemmeno se ne parla più, ma intanto le associazioni Promise ed Errante hanno deciso di organizzare il primo Festival del Ciclo mestruale nel mondo e con le autrici del podcast Eva in Rosso faranno di Milano la prima città al mondo in cui dal 17 al 19 giugno si cercherà di discutere, riflettere e trovare proposte.

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Fonte: El Periódico

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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