Vulvodinia, svolta storica: depositata proposta di legge (ma fa notizia il look di Damiano)

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Attenzione, attenzione, che il passo per cadere nel baratro del gossip e perdere di vista le cose essenziali è brevissimo. Lui c’è, Damiano, ma è la proposta di legge che deve assolutamente far rumore

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Depositata alla Camera e al Senato la proposta di legge per il riconoscimento di Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo come malattie croniche invalidanti, chiedendone l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza (Lea).

La proposta, presentata lo scorso 12 novembre, è stata scritta dal comitato promotore e organizzatore, che raccoglie le sei associazioni che in Italia si occupano di queste due sindromi: Aiv, Ainpu onlus, Casa Maternità Prima Luce, Cistite.info APS, Associazione vulvodiniapuntoinfo Onlus e Associazione VIVA.

Le conseguenze di queste patologie sulla qualità della vita sono altissime ed è dunque urgente che lo Stato ed il Servizio Sanitario Nazionale riconoscano il problema e se ne facciano carico: queste malattie esistono e si possono curare, non sono nella nostra testa, scrivono in un post dal Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo.

Accanto alla via legislativa parlamentare, le associazioni stanno percorrendo anche l’iter tecnico-governativo, inviando un dossier scientifico con la richiesta di inserimento nei LEA presso la Commissione preposta al loro aggiornamento, e portando avanti la campagna per il riconoscimento regionale.

Cosa chiede nello specifico il Comitato:

  • Inserimento nei Lea di Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo come malattie croniche invalidante
  • Centri specializzati in ogni Regione d’Italia con un approccio multidisciplinare
  • Formazione del personale sanitario
  • Sensibilizzazione e informazione
  • Educazioni e prevenzione nelle scuole
  • Fondi per la ricerca scientifica

Prima della conferenza stampa, le esponenti del Comitato Vulvodinia e Neuropatia del pudendo hanno srotolato uno striscione in piazza Montecitorio con su scritto “1 su 7” per mettere nero su bianco il numero di donne che soffrono in silenzio di questa patologia. All’incontro era presente anche Damiano David, frontman dei Maneskin, compagno della influencer Giorgia Soleri che da anni porta avanti questa battaglia.

E ci risiamo: parecchi titolo oggi erano dedicati a lui e alla sua presenza lì. Il solo nome della band è bastato anche stavolta per distogliere lo sguardo dalla malattia e scadere nel gossip.

In realtà, ricordiamocelo, la vulvodinia esiste da sempre e sappiate che per una diagnosi definitiva ci vogliono in media 5 anni e, sebbene nel 2021 sia stata riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità, in Italia ci vuole una battaglia per farla considerare una patologia.

Andiamo avanti, allora.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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