Rkomi ferma il concerto per dare l’acqua ai fan e riaccende il dibattito sul sistema dei token

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Il gesto di Rkomi, che durante un concerto ha distribuito bottigliette d'acqua, riapre il dibattito sull'organizzazione degli eventi musicali, in cui gli spettatori sono costretti a restare per ore senza bere o a sborsare troppi soldi con il sistema dei token

Svenimenti, malori e persone assetate: da esperienze piacevoli ed emozionanti, i concerti possono trasformarsi un incubo. Chi è solito assistere a questi eventi lo sa bene: in tantissimi casi al momento dell’ingresso allo stadio, all’arena o alla struttura in questione ai partecipanti viene impedito di introdurre borracce o bottiglie di plastica. E, in estate, con le temperature roventi che stiamo sperimentando, la situazione può prendere una piega drammatica.

Proprio il gesto del cantante milanese Rkomi, che durante uno dei suoi concerti del suo Taxi Driver Club Tour ha fermato la sua esibizione per distribuire bottigliette d’acqua ha riacceso i riflettori sull’organizzazione di questi eventi musicali e sul sistema dei token, i famigerati gettoni di plastica che bisogna acquistare per avere in cambio cibo e bevande a cifre da capogiro.

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Nel filmato diffuso sui social, si vede Rkomi mentre lancia la bottiglietta ad una sua fan. Dopo essersi accorto di averla colpita, l’artista si è subito avvicinato a lei per scusarsi e accertarsi che non si fosse fatta male e abbracciarla.

Il gesto, però, non è passato inosservato e ha riaperto l’annoso dibattito.

L’organizzazione dei concerti crea sempre più polemiche: è da rivedere

Sulla questione è intervenuta anche la giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli, che ne ha parlare sul suo account Facebook:

La situazione della mancanza d’acqua durante i concerti è antica ma sempre più grave (mi segnalano che una delle eccezioni è stato il concerto di Vasco, in cui l’acqua almeno è stata fatta entrare). Il caldo è insopportabile, continuano a svenire ragazze e ragazzi, i cantanti sono costretti talvolta a interrompere il concerto per chiedere di distribuire acqua. L’altra sera al concerto degli Psicologi a Rock in Roma ci sono stati dei malori, ma era già successo al concerto di Radio Italia, di Rkomi e molti altri.

Selvaggia Lucarelli ha poi voluto raccontare la testimonianza di una signora, la cui figlia ha preso parte a Rock in Roma:

Mia figlia di 16 anni ha partecipato a due concerti da quando sono ripartiti e entrambe le volte ha rischiato di svenire per la mancanza di acqua. All’ingresso come risaputo fanno buttare TUTTE le bottiglie di acqua, NON SOLO IL TAPPO, ma una volta entrati hanno difficoltà ad avere ACQUA. Ieri addirittura assenza proprio di personale che rifornisse di acqua gli spettatori durante le lunghe ore di attesa sotto un sole e un caldo infernale. Sono stati i cantanti che intrattenevano il pubblico prima del concerto ufficiale a incazzarsi vedendo portare via di continuo ragazze svenute a urlare di dare acqua alla gente. La sicurezza va tutelata ma ben organizzata, mia figlia racconta proprio che non passava nessuno a dare acqua e di un padre che aveva accompagnato la figlia piccola e urlava che la ragazzina stava male ma non gli arrivava l’acqua” – scrive nel post – Vogliamo pensare a organizzare la distribuzione dell’acqua durante i concerti un po’ decentemente o aspettiamo di piangere sull’acqua non versata? Grazie.

In tanti hanno dato ragione a Selvaggia Lucarelli, sottolineando quanto sia urgente cambiare l’attuale sistema.

Si parla tanto di ecologia e poi non si possono portare le borracce e già qui potremmo aprire un dibattito. – scrive un utente – A Firenze siamo reduci del Firenze Rock. Acqua stappata da 1/2 litro da casa (poi sappiamo che ognuno ha lo stratagemma del tappo nascosto nel posto dove non ti possono toccare). Il problema è che all’interno viene venduta acqua da 1/2 litro a tre euro. TRE EURO. Conviene bere la benzina che costa meno!

Qualcuno ha pure fatto notare che questa situazione ha iniziato a stancare e sta scoraggiando molte persone a partecipare ai concerti:

Acqua spesso a 3 euro, con file interminabili. Ok la crisi del settore post-COVID, ma con questo caldo la speculazione sull’acqua (non sulla birra, sull’acqua) sta diventando insopportabile. Occhio che tanta gente si è disabituata ad andare ai concerti, la corda alla lunga si spezza.

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Fonte: Selvaggia Lucarelli (Facebook)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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