Gomme sgonfie a tutti i SUV a Milano, l’azione ambientalista ora colpisce le auto più inquinanti al mondo

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Si fanno chiamare “suv-versive” e la loro missione è presto spiegata: prendere d’assalto i mastodontici SUV in nome dell’ambientalismo. Peccato che queste azioni di pancia non piacciono a molti e finiscono col fare il contrario: esacerbare gli animi

Milano si è svegliata così: con le auto parcheggiate in strada in via Mameli, zona Risorgimento, con le gomme a terra. Non tutte, però, solo i SUV, con tanto di volantino: “Non prenderlo sul personale, non ce l’abbiamo con te, ma con la tua auto di lusso” e una serie di perché e per come quelle mastodontiche auto non andrebbero nemmeno acquistate.

A firmare l’atto è il “Collettivo delle suv-versive”, che, manco a dirlo, si è guadagnato subito il dissenso dei proprietari di quelle macchine e di parte di certa politica. “Ecocretini”, li addita subito Silvia Sardone, “talebani dell’ambientalismo” dicono altri in coro (mentre solo pochi giorni fa Salvini contro gli ambientalisti di Ultima Generazione – che avevano appena imbrattato con lavabile Palazzo Madama a Roma e il Dito medio di Cattelan a Milano – aveva invocato la galera).

Insomma, queste azioni non generano di certo un bel “clima”, per dirla paradossalmente. Anche se, e lo diciamo noi, quello che scrivono sul volantino è più che giusto:

  • maggior rischio di incidenti gravi
  • occupazione dello spazio: nelle nostre città circa l’80% dello spazio pubblico all’aperto è occupato da auto, strade e parcheggi
  • inquinamento dell’aria

Detto questo – continuano – considerato che vivi nella città con il miglior sistema di trasporto pubblico, siamo sicuri che non avrai troppa difficoltà a raggiungere la tua destinazione.

Ps. Forse non lo sai, ma SUV sta per Sport Utility Vehicle, allora anche la bici è un SUV!

Gli ambientalisti, infine, chiudono invitando i proprietari ad andare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.

Ma davvero producono così tanto i SUV?

Certo che sì! Nel 2020, l’Agenzia internazionale per l’energia calcolò che SUV sono stati la seconda causa principale dell’aumento globale delle emissioni di anidride carbonica nell’ultimo decennio, eclissando tutte le spedizioni, l’aviazione, l’industria pesante e persino i camion, di solito gli unici veicoli più grandi di loro sulle strade.

suv inquinamento

©IEA

Ogni anno, i SUV emettono 700 megatonnellate di CO2, circa l’intera produzione di Regno Unito e Paesi Bassi messi insieme, e nel 2019, hanno superato per la prima volta il 40% di tutte le vendite di auto in tutto il mondo. Le strade, i parcheggi e i garage del mondo ora contengono più di 200 milioni di SUV, otto volte il numero di un decennio fa.

Insomma il problema c’è ed è reale.

Da Greta a Davos ai vari collettivi delle città di mezzo mondo, i ragazzi ce lo stanno dicendo in tutti i modi: fermate questo scempio! Ma nessuno li ascolta, anzi. Peccato che così facendo incassano solo lo sdegno di chi non aspetta altro per ridurre a puro vandalismo queste azioni che dietro hanno molto altro.

Stamattina, per colpa di questi eco-imbecilli, ci sono stati genitori che non hanno potuto accompagnare i figli a scuola. Ecco a cosa portano le scelte ideologiche e per nulla ragionate dei finto-ambientalisti che siedono a Palazzo Marino, tra Area B, strisce blu, ztl, ciclabili insensate, città a 30 all’ora: l’odio ideologico della sinistra contro chi ha la colpa di possedere un’auto si traduce in gravi violenze alla libertà personale come quelle di stamattina in via Mameli, incalza Chiara Pazzaglia, consigliere della Lega in Municipio 4.

Il rischio, insomma, è quello di fare peggio. Ma l’onda dura delle proteste dei giovani non sembra volersi arrestare, ce lo stanno insegnando in questi giorni gli attivisti a Lützerath.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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