Tutti contro gli attivisti ambientali che attaccano le opere d’arte (ma la risposta dei Musei è davvero inaspettata)

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I gesti dei giovani attivisti in giro per il mondo non hanno provocato danni alle varie opere d'arte. Non era loro intenzione farlo. Tuttavia, giorno dopo giorno hanno sollevato parecchie critiche, tra lo sbigottimento generale. Ma ecco la inaspettata risposta dei Musei

Hanno “attentato” ai Girasoli di Van Gogh a Londra e ai quadri di Monet a Postdam, si sono incollati al Goya a Madrid e al Botticelli a Firenze. Gli attivisti, anche gli italiani di Ultima Generazione, movimento ambientalista che in Italia è nato da una costola degli Extinction Rebellion e che aderiscono alla campagna Just Stop Oil per l’abbandono dei combustibili fossili, hanno fatto parlare molto di loro in queste ultime settimane.

Una sfida sui generis colta però dall’International Council of Museums (ICOM), l’organizzazione internazionale che riunisce i Musei di tutto il mondo e i professionisti che vi lavorano, che di certo non nasconde la preoccupazione per l’impatto che i gesti degli attivisti potrebbero avere, ma che quasi si dichiara “alleata” nella stessa lotta contro la crisi climatica.

Mentre solo 10 giorni fa in una dichiarazione congiunta, i gallerisiti di tutto il mondo afferamorono che gli attivisti che prendono di mira i capolavori non sono pienamente consapevoli di quanto siano delicate le opere d’arte, dimostrandosi “profondamente scossi” dagli attacchi, ora ICOM ricorda il ruolo dei Musei stessi come attori chiave nell’avviare e sostenere l’azione per il clima con le loro comunità.

ICOM ricorda la necessità di un’azione coraggiosa – si legge nella nota – per ridurre le emissioni di carbonio e mitigare il riscaldamento globale. Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per il patrimonio culturale, tangibile e immateriale, i musei e le loro collezioni, dai disastri naturali alle crescenti difficoltà nel mantenere le condizioni di conservazione a causa di condizioni meteorologiche estreme.

Cosa vuol dire? Che va bene (ma non benissimo) e che la crisi climatica è il peggior male possibile, sicuramente più delle zuppe sui quadri. Tutto questo, ovvio, al netto di una chiara difesa dei poli museali:

ICOM richiama l’attenzione sull’impatto che queste manifestazioni potrebbero avere sul lavoro dei professionisti museali e dei volontari che si adoperano per proteggere e promuovere questi preziosi oggetti del patrimonio per il godimento del pubblico.

Un po’ più drastico il nostro neoministro alla Cultura, Gennaro Sangiuliano, che addirittura invoca un aumento del costo dei biglietti per far fronte a questa “violenza”:

La violenza insensata e gratuita che prende di mira i quadri, le installazioni, le opere e le strutture dei nostri musei e gallerie spinge a prendere immediati provvedimenti, a partire dalla copertura con il vetro di tutti i dipinti. Considerato l’ingente patrimonio da proteggere, di conseguenza l’intervento rappresenterà un costo notevole per le casse del Ministero e dell’intera nazione e che, purtroppo, non potrà che prevedere un aumento del costo del biglietto d’ingresso. Anche questa volta, l’oltraggio di pochi violenti rischia di ricadere sugli italiani e, in particolare, su coloro che vorranno andare a vedere una bella mostra.

Su, Ministro, le sembra il caso?

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Fonte: ICOM

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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